Capitalismi e guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 12:00
  • Accademia delle Scienze
  • Annalisa Camilli, Fabio Armao

Siamo abituati a concepire la guerra come un elemento imprescindibile del rapporto tra gli Stati, il fondamento stesso dell’idea stessa di sovranità. Eppure, la guerra è sempre stata protagonista anche del capitalismo, che ha fornito ai belligeranti le risorse finanziarie e le armi necessarie a combatterle, ma ha anche saputo gestirla in proprio – basti pensare alle compagnie commerciali privilegiate. Oggi, il mercato sembra prendere il sopravvento e le “nuove guerre” vedono coinvolti, oltre agli eserciti, un numero crescente di attori non statali: mercenari, guerriglieri, terroristi e mafiosi.

Conflitto sociale, ordine pubblico

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 17:00
  • Cavallerizza Reale
  • Annalisa Camilli, Nello Rossi, Xenia Chiaramonte

Nell’Italia post-unitaria il reato «politico» ha a lungo goduto – rispetto ai crimini comuni – di maggiori tutele giuridiche, nonché di una certa clemenza dei giudici popolari. Oggi, nel dibattito pubblico, prevalgono sentimenti opposti: un movente ideologico aggrava (anziché ridurre) il biasimo verso i gesti illeciti, magari commessi durante manifestazioni o proteste. Le legittime ragioni dell’ordine rischiano così di oscurare, anziché bilanciare, quelle del conflitto sociale. Portandoci a scordare che quest’ultimo, in democrazia, è anche una risorsa. Preziosa e generativa.

Donne e schiavitù dall’antichità ad oggi

Dialoghi - Edizione 2021

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  • 09/10/2021, ore 21:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Annalisa Camilli, Eliana Di Caro, Laura Pepe

Schiavo è chi appartiene a un altro essere umano, espropriato di ogni cosa se non della vita. Ma quale vita? Le forme della schiavitù sono nei secoli cambiate, adattandosi ai contesti e ai periodi storici, ma rimanendo legate a forme di privazione. E quando è una donna a essere non più persona ma oggetto di proprietà? Le “schiave” del passato cosa condividono con quelle contemporanee? Protagoniste di un processo di emancipazione sociale ancora in fieri, le donne quando potranno dirsi finalmente libere dai preconcetti, economicamente, nel rapporto con i corpi, da un linguaggio che è riflesso di un modo di ragionare?

In auto, in doccia, in palestra. L’informazione al tempo dei podcast

Dialoghi - Edizione 2023

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  • 23/03/2023, ore 18:00
  • Aula Magna Campus Universitario Luigi Einaudi
  • Annalisa Camilli, Franca Roncarolo, Francesco Costa

I podcast sono forse il fenomeno giornalistico più interessante degli ultimi anni. In Italia li ascoltano oltre 15 milioni di persone – tra cui molti under 35, il segmento più ostile ai media tradizionali. Nell’intimità delle nostre giornate nascono abitudini nuove: la fruizione è facile (persino un po’ pigra), la qualità in continuo aumento, e all’ascolto solipsistico risponde il costituirsi di community attive e competenti. Dalle news all’approfondimento, dal crime alla storia, il mondo dell’informazione vive un cambiamento repentino. Incentrato sul mezzo narrativo più antico: la parola.

La cura e il suo racconto. 50 anni di medici senza frontiere.

Dare voce - Edizione 2021

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  • 10/10/2021, ore 11:30
  • Polo del '900
  • Annalisa Camilli, Roberto Scaini, Sergio Cecchini

Medici Senza Frontiere nasce nel dicembre del 1971 a Parigi dalla fusione di due associazioni di medici e giornalisti francesi reduci dalla bruciante esperienza di una duplice emergenza umanitaria, in Biafra e in Bangladesh. Attraverso l’analisi di alcune esperienze, l’attenzione si concentra sull’azione medica, sul valore della testimonianza e della denuncia, ma anche sul cruciale ruolo dei media rispetto alle crisi umanitarie dimenticate per dare voce a mondi apparentemente lontani.

La terra dei gelsomini. Che cosa succede in Siria?

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 11:30
  • Aula Magna Campus Universitario Luigi Einaudi
  • Annalisa Camilli, Asmae Dachan, Gabriele Del Grande

L’8 dicembre 2024 a Londra, Milano, Istanbul e in molte altre parti del mondo, ma soprattutto in tutte le città della Siria, almeno tre generazioni di siriane e siriani sono scese in piazza per festeggiare la caduta del regime degli Assad. Un pianto collettivo di gioia che ha coinvolto mussulmani e cristiani, per una liberazione attesa da oltre cinquant’anni. Ma nessuno si è illuso. Oltre a fare i conti con le proprie ferite (incluse le immani fosse comuni) la Siria post-Assad deve fronteggiare incognite potenzialmente altrettanto oscure. Uno sguardo al futuro della terra dei gelsomini, tra lo spettro di una nuova Libia e le speranze, ostinate, di pace.