Disuguaglianze globali e distribuzione del reddito (Ita)

Discorsi della Biennale - Edizione 2019

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  • 30/03/2019, ore 11:30
  • Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo
  • Branko Milanović, Giovanna Paladino

A partire dal 1988, la globalizzazione ha generato la più massiccia redistribuzione di ricchezza dai tempi della rivoluzione industriale. Le economie asiatiche emergenti sono tra quelle che hanno maggiormente beneficiato delle trasformazioni in atto. I perdenti sono da ricercare nelle classi medie dei Paesi appartenenti all’Ocse. Indiscusso vincitore in termini globali è l’1% più ricco della popolazione. Quali ricadute ha l’eclissi della classe media sulla sostenibilità del capitalismo democratico? Come evitare che i timori per la crescente disuguaglianza interna si trasformino in populismo e xenofobia? Come contrastare lo strapotere dell’1%?

Disuguaglianze globali e distribuzione del reddito (lingua originale)

Discorsi della Biennale - Edizione 2019

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  • 30/03/2019, ore 11:30
  • Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo
  • Branko Milanović, Giovanna Paladino

A partire dal 1988, la globalizzazione ha generato la più massiccia redistribuzione di ricchezza dai tempi della rivoluzione industriale. Le economie asiatiche emergenti sono tra quelle che hanno maggiormente beneficiato delle trasformazioni in atto. I perdenti sono da ricercare nelle classi medie dei Paesi appartenenti all’Ocse. Indiscusso vincitore in termini globali è l’1% più ricco della popolazione. Quali ricadute ha l’eclissi della classe media sulla sostenibilità del capitalismo democratico? Come evitare che i timori per la crescente disuguaglianza interna si trasformino in populismo e xenofobia? Come contrastare lo strapotere dell’1%?

Il manifesto degli attivisti (Ita)

Discorsi della Biennale - Edizione 2019

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  • 30/03/2019, ore 15:30
  • Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo
  • Jacques Moscianese, Rupert Younger

Cosa scriverebbero oggi Marx ed Engels, 171 anni dopo la pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista, in un’epoca in cui gli effetti delle diseguaglianze sono ancora più visibili? Come alla metà dell’Ottocento, oggi le élite concentrano ricchezza e potere alle spese di masse senza voce. Piuttosto che tentare di riunire i più diversi movimenti sociali del XIX secolo, i due maggiori intellettuali del loro tempo si concentrerebbero, probabilmente, sui fenomeni di attivismo e sui movimenti che puntano a dare voce a chi non ce l’ha, come le primavere arabe o Occupy Wall Street.

Il manifesto degli attivisti (lingua originale)

Discorsi della Biennale - Edizione 2019

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  • 30/03/2019, ore 15:30
  • Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo
  • Jacques Moscianese, Rupert Younger

Cosa scriverebbero oggi Marx ed Engels, 171 anni dopo la pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista, in un’epoca in cui gli effetti delle diseguaglianze sono ancora più visibili? Come alla metà dell’Ottocento, oggi le élite concentrano ricchezza e potere alle spese di masse senza voce. Piuttosto che tentare di riunire i più diversi movimenti sociali del XIX secolo, i due maggiori intellettuali del loro tempo si concentrerebbero, probabilmente, sui fenomeni di attivismo e sui movimenti che puntano a dare voce a chi non ce l’ha, come le primavere arabe o Occupy Wall Street.

Muri di ieri, muri di oggi

Dialoghi - Edizione 2019

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  • 28/03/2019, ore 18:30
  • Polo del '900
  • Ambra Zambernardi, Franco Bianchini, Marco Aime, Marco Brunazzi

A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino molti sono i problemi rimasti irrisolti e nuovi se ne sono aggiunti. La rivoluzione tecnologica, i flussi migratori e le trasformazioni legate alla globalizzazione contribuiscono a disegnare nuove mappe in cui confini spinati producono esclusione e sangue. Trent’anni dopo, è possibile scrivere una nuova “geografia dei muri”: quelli caduti, quelli ancora visibili, passati e presenti, per interrogarsi sulle frontiere invisibili e simboliche di oggi, i nuovi ghetti, i respingimenti, le discriminazioni.

Transizione ecologica e vulnerabilità sociale

Dialoghi - Edizione 2021

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  • 07/10/2021, ore 18:00
  • OGR - Officine Grandi Riparazioni
  • Mario Calderini, Vitaliano D’Angerio
Lanciando l’obiettivo di emissioni zero per il 2050, la Commissione Europea ha ribadito il principio della “transizione giusta”, allo scopo di trovare un punto di equilibrio tra tutela del pianeta ed equità sociale. I cambiamenti resi necessari dagli obiettivi ambientali comportano però costi sociali che non sempre sono stati correttamente valutati, con una frequente sottovalutazione delle disuguaglianze territoriali, delle nuove povertà o degli sconvolgimenti prodotti sul mercato del lavoro. Le sfide della sostenibilità sono urgentissime, ma come bilanciare transizione sociale ed ecologica?