Le sfide alla democrazia. Democrazia e verità

Dibattiti - Edizione 2009

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  • 24/04/2009, ore 16:00
  • Teatro Carignano
  • Alessandro Ferrara, Diego Marconi, Elisabetta Galeotti, Giacomo Marramao, Marco Santambrogio

Esiste una relazione necessaria tra democrazia e verità? Perché i politici non devono mentire? Possono esserci circostanze in cui sono costretti a farlo? Alcune domande fondamentali del pensiero politico servono a un gruppo di  filosofi italiani per riflettere sulle trasformazioni delle nostre democrazie, fra influenza dei media, pluralismo dei valori e rivoluzione tecnologica.

Quale democrazia senza uguaglianza delle risorse?

Discorsi della Biennale - Edizione 2009

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  • 23/04/2009, ore 18:30
  • Teatro Carignano
  • Alain Touraine, Andrea Giorgis, Cesare Martinetti, Franco Sbarberi

La globalizzazione ha fatto sì che le decisioni di natura economica si situassero a un livello più alto rispetto alla politica, alla cultura e alla morale; oggi l’economia è internazionale e non esiste nessun potere – politico, culturale o morale – che abbia effetto sulle dinamiche economiche. Come possiamo opporci a un potere economico globalizzato?

Sulla democrazia

Discorsi della Biennale - Edizione 2009

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  • 23/04/2009, ore 10:00
  • Teatro Carignano
  • Angela La Rotella, Gustavo Zagrebelsky

La democrazia non è solo un insieme di regole, ma è il libero confronto di idee e programmi, è l’energia dei cittadini che dà corpo alle istituzioni. Ma se è – come sostengono alcuni – un sistema di governo perennemente in crisi, è giusto continuare a credere a essa in quanto ideale di coesistenza? E quando è davvero realizzabile?

Velocità e lentezza

Dialoghi - Edizione 2015

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  • 27/03/2015, ore 18:00
  • Cavallerizza Reale
  • Gian Luigi Beccaria, Juan Carlos De Martin

La velocità è l’emblema del moderno, ma in ambito letterario, lentezza ha voluto dire a lungo attenzione ai testi, elogio della filologia. Televisione, Internet, smartphone, videogiochi e – più in generale – i cambiamenti sociali di questi ultimi anni, stanno rendendo sempre più raro l’indugio, la lettura lenta e paziente? Se è così, che cosa stiamo perdendo? E cosa, invece, stiamo guadagnando?