Addio Washington consensus? Prove tecniche di deglobalizzazione

Lectio - Edizione 2023

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  • 25/03/2023, ore 18:30
  • Teatro Gobetti
  • Fabrizio Maronta, Giuseppe Gabusi

Nel crescente dibattito sulla “sglobalizzazione”, qualcosa non quadra. Assuefatti a beni e servizi frutto di filiere transnazionali, ascoltiamo Cassandre predicare l’antitesi a una realtà mal definita e poco compresa. Ma cos’è, davvero, la globalizzazione? Come si struttura? Come può deteriorarsi e con quali conseguenze? Le filiere corte sono la risposta che l’America ci impone per fronteggiare la sfida cinese. A farne le spese, l’illusione di un mondo pacificato dell’economia. Ma soprattutto, i paesi più fragili e arretrati. Quale canone dopo il Washington Consensus?

Capitalismi contro. Il ruolo dei mercati nell’era del ritorno della storia

Dialoghi - Edizione 2019

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  • 29/03/2019, ore 18:30
  • Polo del '900
  • Fabrizio Maronta, Giorgio Arfaras

Il crollo dell’Unione sovietica e la stagione ultra-liberista degli anni Ottanta e Novanta hanno prodotto un economicismo esasperato – It’s the economy, stupid! – e il divorzio tra finanza ed economia, concorrendo all’odierna crisi delle democrazie occidentali. Qual è il ruolo dei poteri finanziari nel convulso panorama geopolitico attuale? Di fronte ai problemi dell’economia mondiale, il capitalismo deve cambiare pelle? E come?

L’ordine del caos. Viaggio ragionato nel disordine globale

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 14:00
  • Polo del '900
  • Chiara Maritato, Fabrizio Maronta

Il ritorno di Trump alla Casa Bianca certifica la “stanchezza imperiale” degli Stati Uniti e la ritrosia, oltre che la difficoltà, dell’America a fungere da soggetto ordinatore del contesto internazionale. I fronti di guerra e instabilità che si moltiplicano nel mondo sono il sintomo più evidente di un ordine mondiale in tumultuosa e violenta trasformazione. In Europa la crisi tedesca pone un’incognita sulla tenuta della UE, mentre il confronto USA-Cina entra in una nuova fase. Le prospettive della guerra ucraina. Gli sviluppi della situazione mediorientale. Quali impatti per l’Italia?

Medici di tutto il mondo unitevi! Anzi no. Il virus tra scienza e geopolitica

Dibattiti - Edizione 2021

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  • 09/10/2021, ore 10:30
  • Complesso Aldo Moro Aula Magna
  • Barbara Gagliardi, Fabrizio Maronta, Federico Toth, Giorgio Cuscito

Ciò che biologia unisce, geopolitica divide. A inizio epidemia è prevalsa l’idea che di fronte a un’emergenza medica i governi avrebbero agito in modo simile, se non coordinato, stante la comunanza della sfida. In realtà, si sono osservate condotte divergenti, quando non radicalmente opposte, dettate in parte dalle caratteristiche dei rispettivi sistemi sanitari, molto diversi fra loro, ma anche, se non soprattutto, dalle profonde differenze politiche, culturali, storiche, giuridiche e sociali. Insomma, l’emergenza non ha cancellato, ma ha forse addirittura acuito, confliggenti priorità geostrategiche.

Tutto un altro mondo. Come la guerra in Ucraina cambia l’Europa (e non solo)

Dialoghi - Edizione 2023

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  • 23/03/2023, ore 15:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Fabrizio Maronta, Mirko Mussetti

Guerra grande: così appare a uno sguardo geopolitico il conflitto ucraino, le cui ragioni e ricadute travalicano l’aspro scontro sul campo tra Russia e Ucraina. Guerra d’invasione nella sua genesi, lo scontro è assurto a guerra per procura tra Stati Uniti (dunque Nato) e Russia. Un conflitto d’attrito inscritto nella più ampia cornice della contesa Usa-Cina, che le crude vicende ucraine possono portare a un nuovo livello. Per l’“amicizia senza limiti” tra Mosca e Pechino, ma anche per gli effetti destabilizzanti della campagna militare. Sullo sfondo, l’irrisolta questione di Taiwan.

Un mondo nuovo? Sfide tecnologiche geopolitiche della transizione energetica

Dialoghi - Edizione 2021

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  • 08/10/2021, ore 18:00
  • Polo del '900
  • Claudia Checchi, Fabrizio Maronta, Viola Serena Stefanello

La sostituzione dei modi di produrre, distribuire e fruire l’energia che sostiene un mondo iper-industriale non è solo questione densa di incognite scientifiche. È anche un’immane partita geopolitica, che incrocia ambiti cruciali quali le materie prime, l’elettronica di ultima generazione, le grandi infrastrutture strategiche. Su queste partite, si vanno rapidamente strutturando alleanze e rivalità che, altrettanto in fretta, travalicano l’ambito economico-industriale. In un simile contesto, in cui l’Unione Europea ha un ruolo decisivo da svolgere, la prospettiva di una energia “democratica” rischia di divenire una pericolosa illusione.