Da Bagdad a Kiev. Le due facce del pacifismo

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 15:30
  • Cavallerizza Reale
  • Alessandra Quarta, Luciana Castellina, Paolo Flores d’Arcais

Il 15 febbraio 2003, commentando le manifestazioni che in tutto il mondo stavano portando in strada quasi 100 milioni di persone contro la guerra in Iraq, il «New York Times» scrisse: «Oggi è nata la seconda potenza mondiale». Due decenni dopo, di fronte alle nuove guerre, la voce del movimento pacifista è decisamente più debole. E il suo argomento centrale – la guerra va evitata sempre, a prescindere dal pur doveroso riconoscimento delle ragioni e dei torti – viene contestato anche da parte progressista. In particolare sull’Ucraina: fornire armi a Kiev significa alimentare l’escalation (come vogliono i pacifisti) o piuttosto limitarla, contenendo le mire imperiali di Putin?

Eutanasia. Crimine o diritto?

Dialoghi - Edizione 2019

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  • 30/03/2019, ore 17:00
  • Accademia delle Scienze
  • Arcivescovo Matteo Maria Zuppi, Paolo Flores d’Arcais

La Corte costituzionale ha stabilito che il Parlamento è tenuto a legiferare entro settembre per modificare le attuali norme sul fine-vita. Un arcivescovo e un filosofo ateo affrontano senza diplomazie la domanda “a chi appartiene la tua vita?”. Esiste la libertà di morire facendosi aiutare, o è giusto vivere anche contro la propria volontà? Chi può decidere, per atti o per omissioni, che una vita diventata tortura debba proseguire o possa concludersi con una “dolce morte”? Qual è il confine fra eutanasia e omicidio?

La tolleranza è ancora una virtù? Da Voltaire al politicamente corretto

Dixit - Edizione 2021

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  • 09/10/2021, ore 11:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Chiara Bosco, Paolo Flores d’Arcais

La lotta per la tolleranza è sempre stata considerata l’antecedente irrinunciabile della democrazia. Locke, Voltaire, Kant, i padri della Rivoluzione americana da essi influenzati (Jefferson sopra ogni altro). Gli universali diritti “umani e civili”, eguali per ogni singolo cittadino, e in primo luogo la libertà di espressione, costituiscono un indicatore essenziale della democrazia. Ma oggi varie forme di “politicamente corretto” mettono in discussione queste conquiste, e il conformismo è il pericolo in agguato.

LibertĂ  individuale, responsabilitĂ  collettiva

Dialoghi - Edizione 2023

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  • 25/03/2023, ore 11:00
  • Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo
  • Elisabetta Galeotti, Gustavo Zagrebelsky, Paolo Flores d’Arcais

L’improvvisa accelerazione della storia degli ultimi anni ha colto di sorpresa i valori democratici, già da tempo affaticati; lo mostrano i tassi di astensione, le sirene populiste ma anche una certa fascinazione che sembrano esercitare i regimi autoritari. La libertà, sulla carta, sembra passarsela meglio, restando valore di riferimento trasversale al campo politico. Ma la sua declinazione rigorosamente individuale pone problemi e una questione democratica resta ineludibile: quale prezzo paghiamo, se ci illudiamo di barattare la responsabilità con la libertà?

Religioni e democrazia (lingua originale)

Dialoghi - Edizione 2017

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  • 02/04/2017, ore 18:00
  • Cavallerizza Reale
  • Angela La Rotella, Paolo Flores d’Arcais, Tariq Ramadan

Il rapporto tra democrazia e religione è sempre stato conflittuale. In ambito cattolico si ammise la liceità della democrazia solo con il radio-discorso del Natale 1944 di Pio XII e a patto che si trattasse di una democrazia cristiana. Ma è diventato ancora più critico con la recente diffusione della religione islamica in Occidente. Un confronto senza diplomatismi e di grande spessore argomentativo fra uno dei più eminenti e controversi teologi e pensatori islamici e un filosofo ateo, altrettanto controverso.

Religioni e democrazia (tradotto)

Dialoghi - Edizione 2017

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  • 02/04/2017, ore 18:00
  • Cavallerizza Reale
  • Angela La Rotella, Paolo Flores d’Arcais, Tariq Ramadan

Il rapporto tra democrazia e religione è sempre stato conflittuale. In ambito cattolico si ammise la liceità della democrazia solo con il radio-discorso del Natale 1944 di Pio XII e a patto che si trattasse di una democrazia cristiana. Ma è diventato ancora più critico con la recente diffusione della religione islamica in Occidente. Un confronto senza diplomatismi e di grande spessore argomentativo fra uno dei più eminenti e controversi teologi e pensatori islamici e un filosofo ateo, altrettanto controverso.