Apocalittici e integrati. La curva si fa stretta

Lectio - Edizione 2023

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  • 25/03/2023, ore 16:00
  • Teatro Gobetti
  • Mirko Alagna, Pier Paolo Portinaro

Muovendo dal celebre saggio di Umberto Eco, un percorso attraverso la letteratura apocalittica del Novecento, dagli studi antropologici di Ernesto De Martino alla filosofia della tecnica di Günther Anders, per arrivare ai più recenti dibattiti sul naufragio dell’Occidente nella crisi ecologica globale.

Discorsi della Biennale. Perché in Italia non è mai esistito un vero partito conservatore?

Discorsi della Biennale - Edizione 2015

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  • 15/04/2015, ore
  • Palazzo Madama
  • Ernesto Galli della Loggia, Pier Paolo Portinaro

L’assenza di un partito conservatore in Italia è la questione affrontata da Ernesto Galli della Loggia in un’analisi della storia politica italiana dal Risorgimento alla nascita della Repubblica. Il carattere rivoluzionario del processo di unificazione, le condizioni sociali del Paese, il rapporto fra istituzioni e partiti e la natura della Costituzione sono alcuni dei fattori principali messi in relazione con la mancanza di una forza conservatrice nella destra dello spettro politico italiano.

Guerra, affari, crimini. Un’esplorazione letteraria

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 11:30
  • Circolo dei Lettori Sala Gioco
  • Pier Paolo Portinaro

«Camerati, i tempi sono difficili, la spada non è più associata alla giustizia; ma nessuno me ne può volere se, tra le due, preferisco star con la spada. Posso mostrarmi umano anche in guerra, ma non mi lascerò picchiare impunemente» (Friedrich Schiller, L’accampamento di Wallenstein). L’incontro intende proporre, operando una selezione di brani tratti da due grandi testi drammatici, una riflessione sull’ahimè sempre attuale tema del rapporto tra guerra e giustizia. Muovendo da un testo schilleriano non più molto frequentato, ma che offrì a Bertolt Brecht lo spunto per una rivisitazione del tema, si metterà in luce la facilità con cui la guerra cancella ogni confine tra pubblico e privato. Schiller e Brecht scelgono lo scenario della guerra dei trent’anni per demistificare il mito moderno della guerra civilizzata.

La cittadinanza europea è al tramonto?

Dialoghi - Edizione 2017

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  • 31/03/2017, ore 18:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Costanza Margiotta, Pier Paolo Portinaro, Richard Bellamy

Globalizzazione, autodeterminazione nazionale e democrazia: l’incomponibile trilemma. Incomponibile, nel senso che tutte le evidenze mostrano come sia possibile una qualsiasi conciliazione tra due dei tre termini, ma non una soddisfacente triplice composizione. Ne consegue il tramonto del progetto della cittadinanza europea? O è possibile guardare al problema da una diversa prospettiva?

Poteri e contropoteri della democrazia

Discorsi della Biennale - Edizione 2011

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  • 14/04/2011, ore 16:30
  • Teatro Carignano
  • Pier Paolo Portinaro, Stephen Holmes

PerchĂ© è necessaria, in democrazia, la separazione dei poteri? Una riflessione intorno alla giustificazione di uno dei principi-cardine dei sistemi costituzionali moderni e contemporanei, guardando ai problemi delle democrazie contemporanee, dagli Usa all’Italia: l’influenza del denaro, l’insofferenza verso le procedure e il controllo di parlamento e magistratura, l’autoreferenzialitĂ  delle èlite al potere, l’indifferenza popolare verso la politica.

Quale futuro per il diritto internazionale?

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 11:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Chantal Meloni, Pier Paolo Portinaro, Valentina PazĂ©

Quando la Corte Penale Internazionale ha spiccato un ordine di arresto nei confronti di Netanyahu e Gallant e di due leader di Hamas, molti hanno pensato che la giustizia internazionale avesse finalmente battuto un colpo, smentendo l’accusa di “doppio standard” che le era stata spesso rivolta. Quel pronunciamento non ha tuttavia sortito alcun effetto. E l’intero sistema dell’ONU è oggi contestato da regimi – gli USA in testa – che non accettano di sottomettersi alle sue regole. Il diritto internazionale ha un futuro? O l’idea di assoggettare i potenti al diritto è un’utopia da anime belle?