Convivere, la sfida più antica

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 14:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Elisabetta Galeotti, Gabriele Segre

Ogni volta che entriamo in contatto con un estraneo – e a maggior ragione con una comunità – notiamo anzitutto le differenze: aspetto fisico, modo di porsi, cucina, idee. Il pregiudizio cognitivo (che fa parte dell’istinto di sopravvivenza) è un tratto tipico di noi sapiens. Ma abbiamo, da sempre, anche caratteristiche opposte: socialità, condivisione, apertura. Conoscere l’altro è una necessità e una risorsa. Ma può avvenire senza che nessuno dei due debba rinunciare ai caratteri che lo definiscono? Una sfida millenaria, resa ancora più urgente da un mondo al contempo bellicoso e iperconnesso: coniugare convivenza e identità.

Fedeli alla pace

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 11:00
  • Teatro Carignano
  • Rav. Ariel Finzi, Roberta Ricucci, S.E. Card. Roberto Repole, Ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce, Younis Tawfik

Nell’etica e nella teologia, le diverse confessioni coltivano e condividono risorse preziose per il vivere comune: giustizia, perdono, armonia. Risorse che, attraverso l’essere, il fare e il sapere fare di uomini e donne, adulti e giovani, trovano spazio nella quotidiana realtà di ambiti lavorativi, culturali, sportivi, associativi. Un intreccio di pratiche e comportamenti che, spesso in silenzio e talora nella fatica delle relazioni, costruiscono orizzonti di convivenza e di inclusione. Nello sguardo alle realtà locali si colgono le dinamiche della costruzione di percorsi di pace, intesa come accoglienza, rispetto delle differenze, sperimentazioni di pluralismo che rappresentano il fondamento delle società di oggi, multiculturali nei fatti, anche quando questo elemento non viene percepito o accettato. Tuttavia a volte pare che queste esperienze siano l’eccezione e non la regola: come renderle più solide e quotidiane?

La città tra utopia e distopia

Dixit - Edizione 2021

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  • 10/10/2021, ore 11:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Chiara Bosco, Manuela Ceretta

La città è stata la grande scommessa dell’umanità, una scommessa che ha continuato ad essere giocata e rigiocata dagli uomini e dalle donne in condizioni sempre nuove e diverse. Da cinquecento anni a questa parte, da Thomas More in poi, la tradizione utopistica s’interroga su quali istituzioni, principi, abitudini e sentimenti fondare la convivenza umana perché lo spazio della città possa essere un’occasione di crescita personale e collettiva, nella convinzione che senza un patrimonio condiviso di idee e senza criteri regolativi la convivenza umana può divenire fonte di abusi, indifferenza e miserie.