Il femminismo di fronte alla guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 17:30
  • Aula Magna Campus Universitario Luigi Einaudi
  • Élise Feron, Stefano Ruzza

In che modo le norme di genere agiscono e si modificano in tempi di guerra? Durante i periodi di conflitto la femminilità è spesso associata alla passività e alla debolezza. Al contrario, la mascolinità, in particolare la sua forma militarizzata, è celebrata e serve come base per la difesa del gruppo o della nazione. Le norme culturali prevalenti nelle istituzioni militari perpetuano così – al netto di alcune eccezioni – le aspettative di genere. Contribuendo a un’escalation di violenza che, spesso, si manifesta sotto forma di violenza di genere contro specifici gruppi etnici o nazionali.

Nella notte nera. Cultura e femminismo alla sfida dei social

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 16:30
  • OGR - Officine Grandi Riparazioni
  • Giulia Mei, Sabina Reghellin, Sebastiano Pucciarelli

Fra il 2011 e il 2023 le persone italiane under 35 ufficialmente emigrate all’estero sono 550.000 (il dato reale è probabilmente il triplo). Un’emorragia che – oltre a costare centinaia di miliardi di PIL – avvia un circolo vizioso: il clima verso le persone giovani oscilla tra paternalismo, disinteresse e ostilità, generando condizioni sempre più espulsive. Guardare a molti prodotti culturali gen-z, allora, è spesso come aprire le finestre: rabbia e ironia, militanza e cultura si mescolano a una leggerezza pop capace di raggiungere platee trasversali per età, ceto, fede politica. E, incredibilmente, di guardare al futuro.

Responsabilità collettive. Perché il femminismo serve anche ai ragazzi

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 11:00
  • Cavallerizza Reale
  • Gaia Gondino, Giada Giustetto, Lorenzo Gasparrini

In seguito a femminicidi o casi di stupro, le persone socializzate come uomini – e che si riconoscono come tali – spesso rifiutano di essere considerati parte in causa. Perché vedersi addossare la colpa di qualcosa che non si è fatto in prima persona? Ci si può considerare collettivamente responsabili senza farsi ostacolare dalla paura di sentirsi colpevoli? Con il filosofo Lorenzo Gasparrini, una riflessione sulla differenza tra colpa e responsabilità nella violenza di genere. E su come promuovere, soprattutto tra le persone più giovani, un agire consapevole che contribuisca al cambiamento sociale.

Una rabbia dorata. Femminismo e strumenti di lotta

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 20:30
  • OGR - Officine Grandi Riparazioni
  • Giulia Siviero, Tamar Pitch, Valeria Verdolini

Quanto fa arrabbiare della vernice rosa su un monumento? Spesso, molto più di ciò che denuncia: femminicidi, discriminazioni, stupri. Siamo abituati a considerare la rabbia negli uomini come un’emozione accettabile, nella forma di «tigna» o «garra». Alle donne è invece interdetta: si chiede loro di reprimerla, di sbollirla. Ma la rabbia è strumento di lotta: unisce, libera energie, favorisce dialoghi. E favorisce una presa di parola pubblica non più solo in quanto vittime: la rabbia è una forza trasformativa. E agisce un cambiamento che coinvolge la società nel suo insieme.