Da Machiavelli a Wanna Marchi. L’arte della manipolazione, tra truffa e credulitĂ 

Dialoghi - Edizione 2023

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  • 26/03/2023, ore 16:00
  • Teatro Gobetti
  • Francesco Gallino, Laura Fontana, Sandro Landi

A distanza di tre decenni e varie condanne, Wanna Marchi resta di difficile lettura: le doti caserecce da imbonitrice – d’accordo?!? – spiegano solo in parte il successo di truffe conclamate, in apparenza facilissime a decifrarsi. Nulla di inedito: dagli improbabili frati scalzi che periodicamente ammaliavano la Firenze del Cinquecento (“ciurmadori”, cioè incantatori, li chiamava Machiavelli) sino ai fatturati a cinque zeri di influencer dai profili fasulli, l’arte di manipolare vive da sempre anzitutto della nostra volontà di credere. Così sorge il dubbio: e se in fondo fossimo noi, i nostri truffatori?

Manipolazione

Dixit - Edizione 2023

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  • 26/03/2023, ore 18:30
  • Circolo dei Lettori Sala Gioco
  • Damiano Palano, Marinella Belluati

La manipolazione è la forma di potere più subdola. Si esercita su individui inconsapevoli, modificando i loro comportamenti e pensieri: equivale a privare una persona della sua volontà e, in qualche misura, della sua stessa identità. Nel pensiero occidentale la “massa” – cioè la pasta da cui, “manipolandola”, si produce il pane – indica la condizione in cui i singoli si “mischiano”, fino a perdere l’autonomia. Dall’antichità ai totalitarismi sino al contemporaneo capitalismo della sorveglianza, l’arte di manipolare è simbolo dell’illibertà. Ma anche sogno di chi aspiri a un potere “invisibile”.

Memoria, storia e conflitto politico nell’Italia repubblicana (e non solo), ieri e oggi

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 15:30
  • Teatro Carignano
  • Benedetta Tobagi, Elena Bissaca

“Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”: così George Orwell, in 1984, spiegava perché le “guerre di memoria” sono una costante nello scontro politico. Oggi, mentre le menzogne assurgono alla dignità di “fatti alternativi” e le bolle social costruiscono mondi alternativi in flusso mediatico caotico, politiche memoriali aggressive si mescolano a strategie più insidiose di “elusione della storia”. Ne parliamo a partire da alcuni snodi cruciali della storia dell’Italia repubblicana, come lo stragismo, per domandarci: è davvero possibile e necessaria la “pacificazione”, spesso invocata?