1861: Risorgimento e antirisorgimento

Discorsi della Biennale - Edizione 2011

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  • 15/04/2011, ore
  • Teatro Carignano
  • Gustavo Zagrebelsky, Paolo Mieli

Il Risorgimento non fu un processo senza contraddizioni e conflitti interni: lo evidenziano il ruolo dei cattolici e i contrasti nel movimento unitario, ad esempio fra Mazzini e Casa Savoia. Paolo Mieli ripercorre la storia dell’unificazione nazionale  mettendo in luce alcuni momenti-chiave che hanno contribuito a formare l’autocomprensione degli italiani.

Aristotele non abita più qui. L’Europa e la crisi della civiltà

Discorsi della Biennale - Edizione 2015

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  • 28/03/2015, ore 16:00
  • Teatro Carignano
  • Carlo Ossola, Cesare Martinetti

L’unità di tempo, luogo e azione, che Aristotele aveva posto alla base della “riconoscibilità” dell’agire umano, si è spezzata: l’uniformazione rapida degli spazi – “il villaggio globale” – ha comportato una frattura dell’unità temporale. In ogni città d’Europa capita oggi, cambiando quartiere, di cambiare secolo. Pratiche del XXI secolo si giustappongono ad altre del XIII secolo; i paradigmi di visione e di giudizio non sono più omogenei. Come vivere questa dislocazione, come reagire a questo tempo “invertebrato”?

Cento anni dalla grande guerra

Dibattiti - Edizione 2015

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  • 27/03/2015, ore 10:00
  • Cavallerizza Reale
  • Francesca Masoero, Giovanni De Luna

Come si è evoluta la guerra nel tempo e com’è cambiato il modo di combatterla, dalla Prima guerra mondiale a oggi? Quali le ripercussioni sulle società? Una riflessione sul tema della continuità e della discontinuità segnate dalla Grande Guerra rispetto alle guerre contemporanee: dalla trincea all’uso della tecnologia e di Internet per compiere attacchi mirati e sofisticati, a partire da quello alle Torri Gemelle del 2001 e dalla strage alla stazione di Madrid del 2004.

Come Mussolini inventò (anche) il populismo

Lectio - Edizione 2023

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  • 26/03/2023, ore 11:00
  • Teatro Carignano
  • Antonio Scurati, Maddalena Oliva

’allarme per un ipotetico ritorno del fascismo, suscitato dall’avanzata delle nuove destre europee a partire dall’inizio del millennio, ha guardato spesso – a mio avviso – nella direzione sbagliata. L’attenzione degli allarmati democratici si è concentrata sui segnali più sinistri e vistosi: riti e gesti identitari (saluti romani, croci celtiche, crani rasati), violenze fisiche, manifestazioni plateali di odio razziale. Si è trattato e si tratta, indubbiamente, di fenomeni inquietanti, spesso criminali, che non devono essere né ignorati né sottovalutati ma esecrati sul piano morale e perseguiti su quello penale. Negli ultimi decenni, però, in Europa e nelle Americhe, una seconda linea di discendenza dalla cultura politica fascista ha generato sulla scena politica contemporanea una filiazione più vasta, numerosa e allarmante. Mi riferisco non ai gruppi di nostalgici dichiarati del nazifascismo – fenomeno di nicchia, sebbene di una ‘nicchia densa’ e pericolosa – ma a quei movimenti e partiti politici di massa, spesso difficilmente riconducibili alle categorie novecentesche di ‘destra’ e ‘sinistra’, che vengono convenzionalmente definiti ‘populisti’ o ‘sovranisti’. Sono questi movimenti e partiti che, pur ripudiando il ricorso alla violenza politica agita sul piano fisico (ma non su quello verbale) e pur muovendosi all’interno delle regole del gioco democratico, manifestano numerosi caratteri ereditari del fascismo novecentesco. La tesi che vorremmo sostenere è, dunque, la seguente: i populisti italiani – ma anche quelli europei e americani – discendono, consapevolmente o inconsapevolmente, direttamente o indirettamente, non dal Mussolini fondatore del Partito Fascista ma dal Mussolini ‘inventore’ del populismo.

Come nasce la costituzione. I diritti di libertà, 75 anni dopo

Dialoghi - Edizione 2023

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  • 24/03/2023, ore 12:00
  • Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo
  • Gianluca Gambino, Irene Grazioli, Jacques Moscianese, Luca Lazzareschi

L’1 gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione della Repubblica italiana, dopo diciotto mesi di lavori dell’Assemblea Costituente. Nei dibattiti d’Aula e nelle discussioni delle Commissioni, l’incontro e lo scontro tra grandi visioni del mondo e del destino del nostro Paese. E sullo sfondo i diritti e le libertà per proteggere i cittadini all’indomani della dittatura e della guerra. Come nasce la Costituzione è un progetto di ripubblicazione e digitalizzazione degli Atti dell’Assemblea Costituente curato da Giuseppe Valditara e Elisabetta Lamarque, sviluppato da Giappichelli Editore con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Un patrimonio inestimabile, reso accessibile per la consultazione, l’approfondimento e l’insegnamento.

Comizi d’amore

Da vedere - Edizione 2015

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  • 27/03/2015, ore 21:00
  • Teatro Carignano
  • Adele Cambria, Antonio Damasco, Tullio De Mauro, Valentina Padovan

Cosa domanderebbe Pier Paolo Pasolini, oggi, agli italiani? Quali domande fanno ancora discutere il nostro Paese? Cosa ci scandalizza, quali sono i nuovi tabù? A cinquant’anni dall’uscita del documentario di Pasolini, riprendiamo quel microfono per capire il costume e le contraddizioni di un Paese eternamente in bilico fra passato e futuro.