L’eredità dei conflitti coloniali

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 18:30
  • Aula Magna Campus Universitario Luigi Einaudi
  • Elgas, Luisa Passerini

Nonostante la decolonizzazione del continente africano, non si può fare a meno di rilevare che i conflitti coloniali sono ancora presenti. Un’eredità articolata in tre ambiti: militare, culturale ed economico. Il disagio persistente, la ricerca di giustizia e di riparazione si accompagnano talvolta all’estremismo, al radicalismo, all’esclusione di responsabilità e talvolta al risentimento. Annunciato come futura grande potenza, sotto l’attacco di predatori, il continente sta vivendo una sequenza storica sorprendente, fatta di euforia e speranza, ma anche di dubbi e persino di regressione.

L’Europa e il Mondo. Panta Rei

Discorsi della Biennale - Edizione 2015

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  • 28/03/2015, ore 10:30
  • Teatro Carignano
  • Antonio Gnoli, Luciano Canfora

Le storie “universali” scritte tra Otto e Novecento erano di fatto delle storie d’Europa e della conquista europea del mondo. Storie d’Europa (non più del mondo visto e conquistato dall’Europa) si cominciarono a scrivere quando l’Europa aveva ormai perso, con il 1918, la sua posizione centrale ed egemonica; e sempre più quando, dopo il secondo conflitto mondiale, si dissolse quanto restava degli imperi coloniali. Si potrebbe anche dire che la storiografia si è volta a considerare con tenerezza l’Europa e la sua storia quando ormai il domino europeo sul mondo era sfumato.

L’Italia di Francesco De Sanctis

Discorsi della Biennale - Edizione 2011

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  • 15/04/2011, ore 10:30
  • Teatro Carignano
  • Eugenio Scalfari, Gustavo Zagrebelsky

La vita morale del popolo italiano descritta nelle pagine di Francesco De Sanctis e Francesco Guicciardini sembra avere delle forti similitudini con i vizi e le virtĂą degli italiani oggi: appoggiare il potente di turno rappresenta ancora, secondo Eugenio Scalfari, la via piĂą semplice per sentirsi al sicuro e sgravarsi dalle responsabilitĂ  civili e politiche.

Memoria, storia e conflitto politico nell’Italia repubblicana (e non solo), ieri e oggi

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 15:30
  • Teatro Carignano
  • Benedetta Tobagi, Elena Bissaca

“Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”: così George Orwell, in 1984, spiegava perché le “guerre di memoria” sono una costante nello scontro politico. Oggi, mentre le menzogne assurgono alla dignità di “fatti alternativi” e le bolle social costruiscono mondi alternativi in flusso mediatico caotico, politiche memoriali aggressive si mescolano a strategie più insidiose di “elusione della storia”. Ne parliamo a partire da alcuni snodi cruciali della storia dell’Italia repubblicana, come lo stragismo, per domandarci: è davvero possibile e necessaria la “pacificazione”, spesso invocata?

Muri di ieri, muri di oggi

Dialoghi - Edizione 2019

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  • 28/03/2019, ore 18:30
  • Polo del '900
  • Ambra Zambernardi, Franco Bianchini, Marco Aime, Marco Brunazzi

A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino molti sono i problemi rimasti irrisolti e nuovi se ne sono aggiunti. La rivoluzione tecnologica, i flussi migratori e le trasformazioni legate alla globalizzazione contribuiscono a disegnare nuove mappe in cui confini spinati producono esclusione e sangue. Trent’anni dopo, è possibile scrivere una nuova “geografia dei muri”: quelli caduti, quelli ancora visibili, passati e presenti, per interrogarsi sulle frontiere invisibili e simboliche di oggi, i nuovi ghetti, i respingimenti, le discriminazioni.

Passaggi d’identità

Dialoghi - Edizione 2015

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  • 26/03/2015, ore 18:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Adriano Zamperini, Alessandro Lombardo, Massimo Giuliani

I passaggi d’identità caratterizzano i tempi accelerati del vivere contemporaneo, creando spesso difficoltà sia nella dimensione soggettiva, sia nella convivenza con l’altro e con le collettività, scaturendo, talvolta, in violenza. Una riflessione sulla falsità dell’identità unidimensionale, testimoniata dagli eventi che hanno caratterizzato la Prima guerra mondiale e dallo sviluppo dei nuovi media che, permettendoci di sperimentare la “prossimità virtuale”, ci costringe a ripensare le metafore a cui ricorriamo per descrivere l’individuo e i suoi confini.