Acque contaminate da PFAS

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 10:00
  • Teatro Gobetti
  • Elena Ciccarello, Rita Binetti, Sara Valsecchi, Secondo Barbero, Stefano Liberti

La presenza dei PFAS (acronimo inglese per «sostanze perfluoroalchiliche»: essenzialmente una vasta famiglia di tensioattivi a uso industriale) nelle acque pubbliche destinate al consumo umano è monitorata da tempo e in maniera capillare. Eppure, in Italia come in molti altri Stati dell’U.E., la preoccupazione per possibili contaminazioni si sta diffondendo in modo importante. Ad alimentarla non è semplice allarmismo: studi credibili (su tutti quello di Greenpeace) hanno suggerito un’eccessiva tolleranza dei limiti di legge, richiedendone una revisione. La questione è complessa. E richiede competenze diversificate: scientifiche, amministrative, e anche di comunicazione pubblica.

Antidoti. Può la tecnologia salvarci dalla tecnologia?

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 18:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Luca Bona, Luca Egitto, Serena Danna

OpenAI, l’azienda di ChatGPT, ha sviluppato un software che rileva se un testo (come un tema o una tesi di laurea) sia stato scritto attraverso il suo celebre chatbox. È un’innovazione utilissima in ambito scolastico. O, meglio, lo sarebbe: con una decisione a tutela degli utenti (compresi i più pigri) l’azienda ha infatti deciso di non rendere pubblico il software. È un caso non certo drammatico, ma istruttivo: i cosiddetti pericoli dell’A.I. sono spesso tutt’altro che ineluttabili. Dipendono invece da scelte politiche ed economiche precise. Le cui implicazioni (si pensi al deepfake della resa di Zelensky, fatto circolare nel marzo 2022) possono difficilmente essere sottovalutate.

Archeologia della guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 19:00
  • Teatro Gobetti
  • Adriano Favole, Luca Misculin

La nozione di “pace†ha un carattere eminentemente moderno, se non addirittura contemporaneo. Nelle società antiche praticare la guerra, cioè prendersi con la forza un pezzo di terra o ridurre in schiavitù un gruppo di persone sconfitte sul campo di battaglia, faceva parte delle normali dinamiche di gestione dei conflitti e delle rispettive esigenze. Quando è nato, allora, il concetto di “pace†per come lo intendiamo oggi? Ci sono stati periodi della storia antica che in qualche modo hanno funzionato da precursori? Che cosa ci raccontano del nostro passato – fatto soprattutto di guerre – i più antichi trattati di pace di cui abbiamo notizia?

Autorealizzazione e altri inganni. Perché il lavoro non ci ha resi liberi

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 14:30
  • Teatro Gobetti
  • Francesca Coin, Raffaele Alberto Ventura

La modernità sorge con una promessa di realizzazione personale che, invece di emancipare l’umanità, l’ha coinvolta in una guerra di tutti contro tutti per l’accumulazione del capitale simbolico. Già condannati a un’inevitabile delusione dallo squilibrio tra le nostre aspirazioni e le necessità del capitalismo, non avevamo ancora fatto i conti con l’intelligenza artificiale e il suo più terribile effetto: il dominio definitivo del lavoro intellettuale morto sul lavoro intellettuale vivo.

Capitalismi e guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 12:00
  • Accademia delle Scienze
  • Annalisa Camilli, Fabio Armao

Siamo abituati a concepire la guerra come un elemento imprescindibile del rapporto tra gli Stati, il fondamento stesso dell’idea stessa di sovranità. Eppure, la guerra è sempre stata protagonista anche del capitalismo, che ha fornito ai belligeranti le risorse finanziarie e le armi necessarie a combatterle, ma ha anche saputo gestirla in proprio – basti pensare alle compagnie commerciali privilegiate. Oggi, il mercato sembra prendere il sopravvento e le “nuove guerre†vedono coinvolti, oltre agli eserciti, un numero crescente di attori non statali: mercenari, guerriglieri, terroristi e mafiosi.