Come nasce una dittatura

Lezione inaugurale - Edizione 2023

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  • 22/03/2023, ore 17:30
  • Teatro Carignano
  • Ece Temelkuran, Francesca Mannocchi

Il mondo ha impiegato un decennio per accettare che la nuova ascesa dell’autoritarismo non è solo una stravaganza mediterranea, nĂ© un malessere limitato ai paesi non occidentali. Eppure (ed è un vero peccato) gran parte dei media continua a suggerire che, una volta sbarazzatici di personaggi di spicco quali Trump o Bolsonaro, il problema possa considerarsi risolto. Ma la disintegrazione politica in corso si ripercuote sulla societĂ : rimodella i nostri orientamenti morali, e persino la nostra autocomprensione. Una giornalista turca in esilio e una reporter di guerra riflettono su questa trasformazione profonda, destinata a segnare la politica globale.

Cosa mi dice la letteratura russa della guerra e della pace

Lectio - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 16:00
  • Teatro Gobetti
  • Paolo Nori

Da quando è cominciata la guerra in Ucraina, più di tre anni fa, ho sentito tanta gente che sapeva come stava andando la guerra, come sarebbe andata a finire, cosa doveva fare Putin, cosa doveva fare Zelenskij, cosa doveva fare l’Europa, cosa doveva fare la Nato, gente che capiva perfettamente il sottotesto delle dichiarazioni di Lavrov, di Arestovič, di Putin, di Zelenskij, di Peskov, di Abramovič, tutte cose che a me sfuggivano e sfuggono ancora; io, anche quando son stato in Russia, dal 2022 ad oggi, e ci sono stato 4 volte, mi è sembrato di essere in mezzo a questa guerra nello stesso modo in cui Pierre Bezuchov, in Guerra e pace, stava nel mezzo della battaglia di Borodino: senza capirci niente. Ho visto dei cavalli, dei cannoni, della gente che corre, ho visto il fumo delle esplosioni ma il disegno complessivo di quel che è successo, di quel che succede e di quel che succederà mi sembra mi sfugga completamente. L’unico posto dove mi sembra di trovarlo, questo senso, è la letteratura e, in questo discorso, provo a capire, e a raccontare, quello che mi dice la letteratura russa della guerra e della pace.

Da Bagdad a Kiev. Le due facce del pacifismo

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 15:30
  • Cavallerizza Reale
  • Alessandra Quarta, Luciana Castellina, Paolo Flores d’Arcais

Il 15 febbraio 2003, commentando le manifestazioni che in tutto il mondo stavano portando in strada quasi 100 milioni di persone contro la guerra in Iraq, il «New York Times» scrisse: «Oggi è nata la seconda potenza mondiale». Due decenni dopo, di fronte alle nuove guerre, la voce del movimento pacifista è decisamente più debole. E il suo argomento centrale – la guerra va evitata sempre, a prescindere dal pur doveroso riconoscimento delle ragioni e dei torti – viene contestato anche da parte progressista. In particolare sull’Ucraina: fornire armi a Kiev significa alimentare l’escalation (come vogliono i pacifisti) o piuttosto limitarla, contenendo le mire imperiali di Putin?

Dei ragazzi. Poveri di relazioni

Dei ragazzi - Edizione 2013

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  • 12/04/2013, ore 11:00
  • Teatro Gobetti
  • Acmos, Alberto Salza, studente, studentessa

PerchĂ© in Africa la condivisione e le relazioni sono considerati di primaria importanza, molto piĂą che nei Paesi occidentali? Il possedere un’identitĂ  virtuale – attraverso avatar o profili sui social network – può portare a essere meno empatici? Se ne discute con i giovani di Biennale Democrazia.

Demos e crazia in Europa

Discorsi della Biennale - Edizione 2009

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  • 26/04/2009, ore
  • Teatro Carignano
  • Lucio Levi, Paolo Verri, Tommaso Padoa Schioppa

L’Unione europea è considerata una delle maggiori conquiste del secondo Novecento, ma è anche un’entitĂ  fragile, con gli evidenti problemi segnalati dal rifiuto francese e olandese della Costituzione europea. In molti avanzano il dubbio che la democrazia e l’Unione non siano compatibili: può esserci un vero “potere del popolo” in assenza di un “demos” con le caratteristiche che siamo soliti attribuire ad esso sul modello del popolo-nazione? Tommaso Padoa Schioppa illustra le ragioni che lo portano a credere nell’Unione europea come strumento per un’affermazione piĂą piena della democrazia nel Vecchio continente, contro paure e chiusure vetero-nazionalistiche.

Dialoghi: il suono della democrazia

Dialoghi - Edizione 2011

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  • 16/04/2011, ore 21:30
  • Teatro Regio
  • Fiorella Mannoia, Giovanna Zucconi

Le molteplici relazioni possibili fra musica e democrazia nella testimonianza di Fiorella Mannoia. Dalle canzoni che “aprono gli occhi” ai giovani di fronte alle ingiustizie al rapporto “democratico” all’interno di un gruppo di musicisti, dalla scoperta di altre culture alla “tirannia” delle radio commerciali, come una forma d’arte popolare offre lo spunto per riflettere sul valore e sui problemi della forma di governo democratica.