Internet è un diritto fondamentale?

Dialoghi - Edizione 2013

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  • 14/04/2013, ore 18:00
  • Teatro Carignano
  • Ferruccio De Bortoli, Juan Carlos De Martin, Stefano Rodotà

Il web costituisce oggi un mezzo per ampliare la cittadinanza, in quanto permette a un numero sempre più ampio di persone di partecipare alla vita politica, sociale e culturale di un paese. Ferruccio De Bortoli, Juan Carlos De Martin e Stefano Rodotà discutono sulla possibilità di inserire l’uguaglianza di accesso a internet in un emendamento all’articolo 21 della Costituzione. Quali le opportunità e quali i limiti di questo mezzo ancora tutto da esplorare?

Stefano Rodotà: “La Rete permette a sempre più cittadini di partecipare ai processi decisionali”

Le risorse della democrazia – La legge e la coscienza

Dialoghi - Edizione 2009

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  • 25/04/2009, ore 10:30
  • Teatro Carignano
  • Claudio Magris, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Levi Della Torre

Quando è giusto, in coscienza, ribellarsi alle leggi e quando, invece, è opportuno rispettarle? Sono ancora oggi validi gli insegnamenti dei classici? Zagrebelsky legge un testo inviato da Claudio Magris (impossibilitato ad essere presente) e discute con Stefano Levi Della Torre, accademico e saggista torinese.

L’Italia di Francesco De Sanctis

Discorsi della Biennale - Edizione 2011

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  • 15/04/2011, ore 10:30
  • Teatro Carignano
  • Eugenio Scalfari, Gustavo Zagrebelsky

La vita morale del popolo italiano descritta nelle pagine di Francesco De Sanctis e Francesco Guicciardini sembra avere delle forti similitudini con i vizi e le virtù degli italiani oggi: appoggiare il potente di turno rappresenta ancora, secondo Eugenio Scalfari, la via più semplice per sentirsi al sicuro e sgravarsi dalle responsabilità civili e politiche.

L’Italia ripudia la guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 17:00
  • Teatro Gobetti
  • Enrico Grosso, Miriam Massone

L’articolo 11 è figlio di una stagione in cui ovunque, nel mondo, l’imperativo morale era di bandire la guerra e relegarla definitivamente fuori dalla storia. Ripudiare la guerra, per i Costituenti che in larga parte ne avevano direttamente vissuto gli orrori, significava dichiararne il suo impiego fuorilegge. Una condanna morale e anche una sanzione giuridica. Ma si può dichiarare la guerra fuorilegge? E aspettarsi che basti? O quella grande promessa era solo, già allora, un’ingenua utopia? Nell’epoca della globalizzazione delle guerre e dell’assuefazione alle guerre, nel contesto geopolitico che ha sconvolto le agende politiche, la fisiologia delle istituzioni e anche le forme e i contenuti della comunicazione, quale spazio ancora residua per quella solenne condanna?

L’Italia ripudia la guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 17:00
  • Teatro Gobetti
  • Enrico Grosso, Miriam Massone

L’articolo 11 è figlio di una stagione in cui ovunque, nel mondo, l’imperativo morale era di bandire la guerra e relegarla definitivamente fuori dalla storia. Ripudiare la guerra, per i Costituenti che in larga parte ne avevano direttamente vissuto gli orrori, significava dichiararne il suo impiego fuorilegge. Una condanna morale e anche una sanzione giuridica. Ma si può dichiarare la guerra fuorilegge? E aspettarsi che basti? O quella grande promessa era solo, già allora, un’ingenua utopia? Nell’epoca della globalizzazione delle guerre e dell’assuefazione alle guerre, nel contesto geopolitico che ha sconvolto le agende politiche, la fisiologia delle istituzioni e anche le forme e i contenuti della comunicazione, quale spazio ancora residua per quella solenne condanna?

Poteri e contropoteri della democrazia

Discorsi della Biennale - Edizione 2011

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  • 14/04/2011, ore 16:30
  • Teatro Carignano
  • Pier Paolo Portinaro, Stephen Holmes

Perché è necessaria, in democrazia, la separazione dei poteri? Una riflessione intorno alla giustificazione di uno dei principi-cardine dei sistemi costituzionali moderni e contemporanei, guardando ai problemi delle democrazie contemporanee, dagli Usa all’Italia: l’influenza del denaro, l’insofferenza verso le procedure e il controllo di parlamento e magistratura, l’autoreferenzialità delle èlite al potere, l’indifferenza popolare verso la politica.