Idee sulle idee

Discorsi della Biennale - Edizione 2013

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  • 11/04/2013, ore
  • Teatro Carignano
  • Gustavo Zagrebelsky

Il governante è chiamato semplecimente a risolvere “tecnicamente” problemi o a progettare cambiamenti, anche mettendo in discussione le condizioni date? Questa è la domanda politica fondamentale attorno alla quale Gustavo Zagrebelsky sviluppa il suo discorso inaugurale della Biennale 2013. Partendo da una classificazione tipologica delle idee, Zagrebelsky si chiede che natura abbiano le idee propriamente politiche, distinguendole dalla visione “impolitica” imperante nella nostra epoca: il dominio dei mercati globalizzati. Una riflessione fra politica e filosofia che rappresenta, in sé, un elogio del pensare quale componente indispensabile di  una vita felice.

Il sogno di una lingua per tutti

Dialoghi - Edizione 2013

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  • 12/04/2013, ore 10:30
  • Teatro Carignano
  • Beppe Severgnini, Gian Luigi Beccaria, Vera Schiavazzi

Molte università, soprattutto quelle scientifiche, come il Politecnico di Milano, hanno scelto l’inglese come lingua esclusiva di insegnamento. Una decisione strategica, dettata dall’esigenza di trovare un lavoro subito dopo la laurea? Oppure un errore che segnerà la fine dell’italiano come lingua di cultura? Ne discutono Gian Luigi Beccaria, storico della lingua e saggista, e il giornalista Beppe Severgnini.

Inaugurazione 2013

Discorsi della Biennale - Edizione 2013

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  • 10/04/2013, ore 21:00
  • Teatro Regio
  • Gustavo Zagrebelsky, Laura Boldrini, Piero Fassino

Le radici della democrazia sono nel riconoscimento della dignità della persona: la riaffermazione delle ragioni che stanno alla base della nostra Repubblica è il cuore del discorso inaugurale della presidente Boldrini. Di fronte alla crisi economica e sociale, una difesa del valore dell’eguaglianza e della partecipazione politica, in Italia e nel mondo, guardando ai possibili cambiamenti positivi e ai rischi di regressioni antidemocratiche nel rapporto fra cittadini e istituzioni nazionali e internazionali.

La città tra utopia e distopia

Dixit - Edizione 2021

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  • 10/10/2021, ore 11:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Chiara Bosco, Manuela Ceretta

La città è stata la grande scommessa dell’umanità, una scommessa che ha continuato ad essere giocata e rigiocata dagli uomini e dalle donne in condizioni sempre nuove e diverse. Da cinquecento anni a questa parte, da Thomas More in poi, la tradizione utopistica s’interroga su quali istituzioni, principi, abitudini e sentimenti fondare la convivenza umana perché lo spazio della città possa essere un’occasione di crescita personale e collettiva, nella convinzione che senza un patrimonio condiviso di idee e senza criteri regolativi la convivenza umana può divenire fonte di abusi, indifferenza e miserie.

La nonviolenza come utopia per la pace

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 10:00
  • Accademia delle Scienze
  • Angela Dogliotti, Roberto Cammarata

“Si vis pacem, para bellumâ€: è la trappola che ci sta portando verso l’autodistruzione. E la pax romana, la pace dei vincitori, non è vera pace, perché impone e legittima la legge del più forte. La nonviolenza, utopia concreta per la una vera pace, rovescia il paradigma. Cuore della nonviolenza è, infatti, la trasformazione costruttiva dei conflitti. Diversi esempi di resistenza civile e di efficaci lotte nonviolente nel corso del Novecento testimoniano che una strada diversa è possibile. È una storia poco nota, che la Mostra 100 anni di pace, organizzata dal Centro Studi Sereno Regis nel centenario della fine della prima guerra mondiale, ha cercato di rendere visibile.

Le risorse della democrazia – La legge e la coscienza

Dialoghi - Edizione 2009

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  • 25/04/2009, ore 10:30
  • Teatro Carignano
  • Claudio Magris, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Levi Della Torre

Quando è giusto, in coscienza, ribellarsi alle leggi e quando, invece, è opportuno rispettarle? Sono ancora oggi validi gli insegnamenti dei classici? Zagrebelsky legge un testo inviato da Claudio Magris (impossibilitato ad essere presente) e discute con Stefano Levi Della Torre, accademico e saggista torinese.