Manipolazione

Dixit - Edizione 2023

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  • 26/03/2023, ore 18:30
  • Circolo dei Lettori Sala Gioco
  • Damiano Palano, Marinella Belluati

La manipolazione è la forma di potere più subdola. Si esercita su individui inconsapevoli, modificando i loro comportamenti e pensieri: equivale a privare una persona della sua volontà e, in qualche misura, della sua stessa identità. Nel pensiero occidentale la “massa” – cioè la pasta da cui, “manipolandola”, si produce il pane – indica la condizione in cui i singoli si “mischiano”, fino a perdere l’autonomia. Dall’antichità ai totalitarismi sino al contemporaneo capitalismo della sorveglianza, l’arte di manipolare è simbolo dell’illibertà. Ma anche sogno di chi aspiri a un potere “invisibile”.

Populismi: evoluzione o emergenza democratica

Dibattiti - Edizione 2017

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  • 30/03/2017, ore 18:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Marco Tarchi, Massimiliano Malvicini, Valentina PazĂ©, Yves MĂ©ny

Nel corso degli ultimi anni, il populismo è stato spesso considerato un fenomeno patologico della democrazia rappresentativa. Ma il desiderio di partecipazione dei cittadini e il sentimento antipolitico sembrano due facce della stessa medaglia. Si tratta di un fenomeno complesso, su cui la filosofia e le scienze politiche possono ancora dire molto, indagando radici, contesti, conseguenze. Il populismo è il male della democrazia? O è un effetto interno alle dinamiche democratiche e può contribuire a rivitalizzarle?

Potere digitale

Discorsi della Biennale - Edizione 2021

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  • 10/10/2021, ore 17:00
  • Complesso Aldo Moro Aula 1
  • Franca Roncarolo, Juan Carlos De Martin

Le tecnologie digitali stanno trasformando il mondo, ma in che cosa consiste esattamente il potere digitale? Come si articola? Chi lo detiene, nelle sue varie forme, e grazie a quali fattori? Qual è il suo potenziale, sia positivo, sia negativo? E come interagisce il potere digitale con la finanza, gli apparati militari, i media, la politica? Per citare Stefano Rodotà: “l’avvenire democratico si gioca sempre di più intorno alla capacità sociale e politica di trasformare le tecnologie digitali in tecnologie della libertà, e non del controllo.” Il primo passo, non sufficiente ma necessario, è conoscere a fondo il potere digitale.

Poteri e contropoteri della democrazia

Discorsi della Biennale - Edizione 2011

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  • 14/04/2011, ore 16:30
  • Teatro Carignano
  • Pier Paolo Portinaro, Stephen Holmes

PerchĂ© è necessaria, in democrazia, la separazione dei poteri? Una riflessione intorno alla giustificazione di uno dei principi-cardine dei sistemi costituzionali moderni e contemporanei, guardando ai problemi delle democrazie contemporanee, dagli Usa all’Italia: l’influenza del denaro, l’insofferenza verso le procedure e il controllo di parlamento e magistratura, l’autoreferenzialitĂ  delle èlite al potere, l’indifferenza popolare verso la politica.

Processo alla videopolitica

D'autore - Edizione 2011

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  • 15/04/2011, ore 21:30
  • Teatro Carignano
  • Edoardo Novelli, Giovanni Floris

Qual è stato l’impatto della televisione sulla politica? Ne ha modificato logiche e linguaggio, rendendola uno spettacolo, o si è limitata a rappresentarne i cambiamenti avvenuti al di fuori del tubo catodico? Un processo alla “telepolitica” con precisi capi di imputazione e il giornalista televisivo Giovanni Floris nel ruolo di avvocato difensore, secondo il quale la tv non è responsabile della crisi della politica democratica, ma specchio del degrado civile e culturale del Paese, ulteriormente aggravato dal regime di duopolio Rai-Mediaset.

Quale democrazia senza uguaglianza delle risorse?

Discorsi della Biennale - Edizione 2009

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  • 23/04/2009, ore 18:30
  • Teatro Carignano
  • Alain Touraine, Andrea Giorgis, Cesare Martinetti, Franco Sbarberi

La globalizzazione ha fatto sì che le decisioni di natura economica si situassero a un livello più alto rispetto alla politica, alla cultura e alla morale; oggi l’economia è internazionale e non esiste nessun potere – politico, culturale o morale – che abbia effetto sulle dinamiche economiche. Come possiamo opporci a un potere economico globalizzato?