Passaggi d’esistenza

Dialoghi - Edizione 2015

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  • 28/03/2015, ore 10:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Adele Cambria, Cristina Bracchi, Valeria Parrella

Narrare, narrarsi e lasciarsi raccontare sono pratiche di relazione. La scrittura è un mettersi in gioco che assume valore civile, perché crea immaginario e percorsi che mettono in relazione il piano soggettivo con quello collettivo. Un dialogo sulla letteratura inquadrato nel passaggio fra rappresentazione e realtà, per riflettere attorno all’interazione tra passaggi soggettivi e collettivi, affrontati dalla prospettiva della differenza sessuale e dei femminismi, per comprendere e delineare genealogie nel perimetro della storia nazionale, da oggi al recente passato.

Station to station. Fra letteratura e videogioco

Dibattiti - Edizione 2015

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  • 27/03/2015, ore 21:00
  • Cavallerizza Reale
  • Dmitry Glukhovsky, Federico Ercole, Tullio Avoledo

La narrazione transmediale scavalca i confini fra i media proponendo un’esperienza fruitiva articolata. I “mondi transmediali” includono anche il videogioco, che rappresenta uno dei supporti in cui maggiormente il genere fantastico trova espressione e sviluppo. Da un romanzo di successo – METRO 2033 di Dmitry Glukhovsky – alla sua evoluzione in nuove forme narrative realizzate da altri autori, passando di mano in mano e di media in media, fino al videogioco.

Tecnica e segreto tra antichi e moderni

Discorsi della Biennale - Edizione 2019

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  • 28/03/2019, ore 18:00
  • Politecnico di Torino Aula Magna
  • Juan Carlos De Martin, Luciano Canfora

La tecnica presa in considerazione è quella dei servizi d’informazione antichi e moderni (non solo militari): dal libro X dell’Iliade, alle “eterie” ateniesi; dal trattato sulla guerra di Sun Tzu, al De bello gallico di Cesare. Ulteriore spunto è una formulazione quasi oracolare di Sir Ronald Syme nel suo saggio del 1959 Livy and Augustus: «La storia vera è quella segreta». Si tratta dunque di spiegare come sorge e come si giustifica questa diagnosi a partire dall’esperienza del potere augusteo: “restaurazione” della Repubblica come forma esteriore della creazione del Principato. Il filo conduttore è perciò quello che fu definito il “doppio Stato”

Tecnica e segreto tra antichi e moderni

Discorsi della Biennale - Edizione 2019

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  • 28/03/2019, ore 18:00
  • Politecnico di Torino Aula Magna
  • Juan Carlos De Martin, Luciano Canfora

La tecnica presa in considerazione è quella dei servizi d’informazione antichi e moderni (non solo militari): dal libro X dell’Iliade, alle “eterie” ateniesi; dal trattato sulla guerra di Sun Tzu, al De bello gallico di Cesare. Ulteriore spunto è una formulazione quasi oracolare di Sir Ronald Syme nel suo saggio del 1959 Livy and Augustus: «La storia vera è quella segreta». Si tratta dunque di spiegare come sorge e come si giustifica questa diagnosi a partire dall’esperienza del potere augusteo: “restaurazione” della Repubblica come forma esteriore della creazione del Principato. Il filo conduttore è perciò quello che fu definito il “doppio Stato”

Ti bacio ancora e ancora e ancora. Il tempo perduto di Natalia e Leone Ginzburg

Lectio - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 18:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Alessandro Isaia, Annalena Benini

Natalia Ginzburg ha scritto, in una lettera a un amico: “Leone era il contrario di me. Lui sapeva tutto, tutto di un paese, tutto di tutte le cose, come sono nella realtà. Però gli piaceva molto stare con me. Si divertiva a parlarmi. Siamo stati tre anni al confino, durante la guerra, e lui non aveva amici, non aveva nessuno con cui parlare, ma diceva che non gli importava niente di non avere amici, perché io ero il suo amico, e gli bastava. E così siamo stati molto bene insieme. Molto felici insieme. Io ero felice ogni giorno. Quel tempo mi sembra tanto lontano”.

«La memoria è raccogliere ossa». Come si racconta la violenza

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 20:30
  • Cavallerizza Reale
  • Anna Nadotti, Maaza Mengiste

La guerra non lascia tracce solo sul campo. Coinvolge la memoria, costantemente contesa. E segna i corpi. Soprattutto femminili: quando i soldati invadono, una delle prime cose che fanno è violentare le donne. Una presa di possesso che mira a compromettere il futuro, inteso come possibile senso di pace per la comunità. Raccontare una guerra, allora, significa mescolare i tempi. Nel cercare tra documenti dimenticati, o quando esplora i ricordi delle persone (quelli che sono stati loro dettati, e quelli che realmente alludono a ciò che è loro successo), chi scrive non sta solo lavorando intorno alla Storia: guarda al futuro. Coltivando la speranza di un avvenire migliore.