Le tre guerre della Resistenza

Dibattiti - Edizione 2015

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  • 29/03/2015, ore 18:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • David Bidussa, Franco Sbarberi, Giovanni De Luna, Guido Crainz, Mariuccia Salvati

La Resistenza fu espressione di una generazione “lunga†che mise in atto una guerra di liberazione contro l’occupazione tedesca, una guerra civile contro il regime fascista e – a opera della componente di sinistra del movimento, e senza esiti visibili – una guerra rivoluzionaria contro il capitalismo. Quali idee emersero nello scontro politico e nella visione etica delle forze in conflitto? Quale Stato e quale società futura ebbero in mente le “minoranze attive� In che misura i movimenti degli anni ‘60 e ‘70 hanno saputo rimuovere alcune amnesie collettive sulle “tre guerre�

L’Italia ripudia la guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 17:00
  • Teatro Gobetti
  • Enrico Grosso, Miriam Massone

L’articolo 11 è figlio di una stagione in cui ovunque, nel mondo, l’imperativo morale era di bandire la guerra e relegarla definitivamente fuori dalla storia. Ripudiare la guerra, per i Costituenti che in larga parte ne avevano direttamente vissuto gli orrori, significava dichiararne il suo impiego fuorilegge. Una condanna morale e anche una sanzione giuridica. Ma si può dichiarare la guerra fuorilegge? E aspettarsi che basti? O quella grande promessa era solo, già allora, un’ingenua utopia? Nell’epoca della globalizzazione delle guerre e dell’assuefazione alle guerre, nel contesto geopolitico che ha sconvolto le agende politiche, la fisiologia delle istituzioni e anche le forme e i contenuti della comunicazione, quale spazio ancora residua per quella solenne condanna?

L’Italia ripudia la guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 17:00
  • Teatro Gobetti
  • Enrico Grosso, Miriam Massone

L’articolo 11 è figlio di una stagione in cui ovunque, nel mondo, l’imperativo morale era di bandire la guerra e relegarla definitivamente fuori dalla storia. Ripudiare la guerra, per i Costituenti che in larga parte ne avevano direttamente vissuto gli orrori, significava dichiararne il suo impiego fuorilegge. Una condanna morale e anche una sanzione giuridica. Ma si può dichiarare la guerra fuorilegge? E aspettarsi che basti? O quella grande promessa era solo, già allora, un’ingenua utopia? Nell’epoca della globalizzazione delle guerre e dell’assuefazione alle guerre, nel contesto geopolitico che ha sconvolto le agende politiche, la fisiologia delle istituzioni e anche le forme e i contenuti della comunicazione, quale spazio ancora residua per quella solenne condanna?

Mosaico libanese. Che cosa cambia dopo la guerra?

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 18:00
  • Teatro Carignano
  • Gad Lerner, Maddalena Oliva, Rosita Di Peri

Dopo la devastante guerra dei 33 giorni del 2006, il popolo libanese si è trovato nuovamente ostaggio di dinamiche regionali che hanno portato guerra e distruzione. La violazione dei confini da parte di Israele, il lancio di missili da parte di Hezbollah e la presenza in controluce dell’Iran hanno enormi implicazioni locali. Alimentano, da un lato, l’idea pericolosa di una regione esonerata dal diritto internazionale e in cui la sovranità può essere violata. E, dall’altro, le istanze settarie di chi – da parti sciite e sunnite, ma anche di frange consistenti della destra israeliana – immagina Stati etnici, internamente omogenei. Ma il Medio Oriente è sempre stato un caleidoscopio di coesistenze: la purezza (oltre a non essere desiderabile) semplicemente non può darsi. Non c’è alternativa alla convivenza. E credere il contrario è, in ultima istanza, autodistruttivo.

Poteri e contropoteri della democrazia

Discorsi della Biennale - Edizione 2011

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  • 14/04/2011, ore 16:30
  • Teatro Carignano
  • Pier Paolo Portinaro, Stephen Holmes

Perché è necessaria, in democrazia, la separazione dei poteri? Una riflessione intorno alla giustificazione di uno dei principi-cardine dei sistemi costituzionali moderni e contemporanei, guardando ai problemi delle democrazie contemporanee, dagli Usa all’Italia: l’influenza del denaro, l’insofferenza verso le procedure e il controllo di parlamento e magistratura, l’autoreferenzialità delle èlite al potere, l’indifferenza popolare verso la politica.

Radicalizzazioni. Come si diventa terroristi

Dibattiti - Edizione 2017

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  • 31/03/2017, ore 10:30
  • Teatro Carignano
  • Francesca Borri, Giuseppe Catozzella, Renzo Guolo, Stefano Allievi

Mentre il dibattito pubblico si divide fra chi sostiene la tesi della radicalizzazione dell’Islam e chi quella dell’islamizzazione del radicalismo, una massa sempre più ingente di persone aderisce a gruppi terroristici in diversi luoghi del mondo. Le risposte oscillano fra l’intensificarsi di guerre combattute con vecchi e nuovi strumenti e proposte isolazioniste di chiusura dei confini. Ma perché si diventa terroristi? Quali le motivazioni ideologiche, psicologiche, religiose, sociali, economiche? E quali le più intime e singolari vicende umane?