Fare la pace con la natura

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 21:00
  • Teatro Gobetti
  • Adriano Favole, Lucilla G. Moliterno

L’ambiente non ha mai dichiarato guerra agli esseri umani. È avvenuto però il contrario. Una sistematica distruzione delle risorse e dei non umani accompagna i processi di espansione coloniale almeno dal XV secolo. La colonizzazione degli “altri†umani e dei non umani è andata di pari passo. Fare pace con la natura significa de-colonizzare le nostre menti e le nostre pratiche, riconoscendo dignità a tutti gli esseri viventi e non viventi che abitano la Terra, come ci insegnò San Francesco. Nel suo intervento, a partire da casi di studio in Oceania, in Europa e nell’Oceano indiano, Adriano Favole ci propone alcune idee e prospettive per recuperare una visione relazionale dei Terrestri. Al centro della riflessione la nozione di “incoltoâ€.

Fedeli alla pace

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 11:00
  • Teatro Carignano
  • Rav. Ariel Finzi, Roberta Ricucci, S.E. Card. Roberto Repole, Ven. Lama Paljin Tulku Rinpoce, Younis Tawfik

Nell’etica e nella teologia, le diverse confessioni coltivano e condividono risorse preziose per il vivere comune: giustizia, perdono, armonia. Risorse che, attraverso l’essere, il fare e il sapere fare di uomini e donne, adulti e giovani, trovano spazio nella quotidiana realtà di ambiti lavorativi, culturali, sportivi, associativi. Un intreccio di pratiche e comportamenti che, spesso in silenzio e talora nella fatica delle relazioni, costruiscono orizzonti di convivenza e di inclusione. Nello sguardo alle realtà locali si colgono le dinamiche della costruzione di percorsi di pace, intesa come accoglienza, rispetto delle differenze, sperimentazioni di pluralismo che rappresentano il fondamento delle società di oggi, multiculturali nei fatti, anche quando questo elemento non viene percepito o accettato. Tuttavia a volte pare che queste esperienze siano l’eccezione e non la regola: come renderle più solide e quotidiane?

Il disarmo come utopia per la pace

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 14:30
  • Accademia delle Scienze
  • Alice Pistolesi, Lisa Pelletti Clark, Nicolas Marzolino

Raccontare tutte le guerre nello stesso modo, ottenere il disarmo nucleare, risparmiare i civili nei conflitti: sono davvero utopie, o – invece – concreti percorsi di pace? Ci sono oggi oltre trenta conflitti e innumerevoli aree di crisi, eppure la narrazione mediatica concentra l’attenzione solamente su alcuni contesti specifici. Le armi sono sempre più potenti e distruttive, capaci di radere al suolo intere città. Il target principale, seppur mai dichiarato, sono i civili che costituiscono oltre il 90% delle vittime dei conflitti, rendendo la guerra non più uno scontro regolamentato e circoscritto agli eserciti ma una vera e propria carneficina. In questo scenario la pace rimane un’utopia se vi è la mancanza di volontà nel confronto, nel dialogo e nel rispetto dei Trattati internazionali.

La nonviolenza come utopia per la pace

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 10:00
  • Accademia delle Scienze
  • Angela Dogliotti, Roberto Cammarata

“Si vis pacem, para bellumâ€: è la trappola che ci sta portando verso l’autodistruzione. E la pax romana, la pace dei vincitori, non è vera pace, perché impone e legittima la legge del più forte. La nonviolenza, utopia concreta per la una vera pace, rovescia il paradigma. Cuore della nonviolenza è, infatti, la trasformazione costruttiva dei conflitti. Diversi esempi di resistenza civile e di efficaci lotte nonviolente nel corso del Novecento testimoniano che una strada diversa è possibile. È una storia poco nota, che la Mostra 100 anni di pace, organizzata dal Centro Studi Sereno Regis nel centenario della fine della prima guerra mondiale, ha cercato di rendere visibile.

La pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressori

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 15:30
  • Accademia delle Scienze
  • Alessandro Isaia, Carlo Pestelli, Gianfranco Ragona

«Di poche dottrine o movimenti l’opinione pubblica si è fatta un’idea tanto confusa»: ecco il destino dell’anarchismo agli occhi di uno dei suoi maggiori storici novecenteschi, George Woodcock. Oltre mezzo secolo dopo, l’osservazione resta valida: gli anarchici sono via via dipinti con le tinte dei soavi sognatori di pace e armonia e nello stesso tempo quali violenti terroristi; esaltatori dell’individualismo assoluto e fautori del comunitarismo, e così via. Confusione e superficialità caratterizzano l’approccio all’anarchismo anche sul tema spinoso della guerra e della pace: attraverso alcuni esempi storici, la lezione si propone di gettare maggiore luce su un argomento centrale nel mondo anarchico ma trascurato nel dibattito politico e storiografico.

La resistenza italiana tra guerra e pace. A ottant’anni dalla liberazione

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 15:00
  • Teatro Carignano
  • Carlo Greppi, Chiara Colombini, Silvia Truzzi

La Resistenza vive un cambio generazionale. Se fino a pochi anni fa il filo del racconto univa ancora nonni e nonne (protagonisti diretti) ai nipoti, chi va oggi a scuola non ha conosciuto i testimoni: del ventennio e dei «venti mesi» ha memoria solo indiretta. Non è necessariamente un male: spezzare la «catena» della memoria può aprire a prospettive nuove, meno condizionate. Le ragioni per preoccuparsi, però, non mancano: cresce lo sdoganamento del passato fascista, mentre il 25 aprile si riduce spesso a una celebrazione retorica. Il ricordo di chi sconfisse il fascismo va riempito di nuovo di significato: coriaceo e reale, come lo erano le vite che nella lotta sono andate perdute.