Internet è un diritto fondamentale?

Dialoghi - Edizione 2013

Guarda il video

  • 14/04/2013, ore 18:00
  • Teatro Carignano
  • Ferruccio De Bortoli, Juan Carlos De Martin, Stefano RodotĂ 

Il web costituisce oggi un mezzo per ampliare la cittadinanza, in quanto permette a un numero sempre piĂą ampio di persone di partecipare alla vita politica, sociale e culturale di un paese. Ferruccio De Bortoli, Juan Carlos De Martin e Stefano RodotĂ  discutono sulla possibilitĂ  di inserire l’uguaglianza di accesso a internet in un emendamento all’articolo 21 della Costituzione. Quali le opportunitĂ  e quali i limiti di questo mezzo ancora tutto da esplorare?

Stefano RodotĂ : “La Rete permette a sempre piĂą cittadini di partecipare ai processi decisionali”

La guerra al lutto

Lectio - Edizione 2025

Guarda il video

  • 28/03/2025, ore 16:30
  • Teatro Gobetti
  • Francesco Frisari, Ida Dominijanni

Fra pandemia, guerre e crisi climatica il nostro è un tempo carico di lutti che la politica tende a saturare con la violenza piuttosto che elaborarli. Che rapporto c’è fra lutto, potere e politica? A fronte di tecniche di governo che gerarchizzano le vite e le morti fra quelle che contano e quelle che non contano, le pratiche collettive di elaborazione del lutto possono diventare occasioni di presa di coscienza e di ribellione? A fronte di un capitalismo che tende a colmare ogni vuoto con la prestazione e il consumo, come ritrovare quella che secondo la psicoanalisi è la potenzialità generativa della perdita?

Le democrazie e la guerra

Dialoghi - Edizione 2025

Guarda il video

  • 28/03/2025, ore 21:00
  • Cavallerizza Reale
  • Anna Maria Giordano, Chantal Meloni, Nathalie Tocci

L’invasione dell’Ucraina, il 24 febbraio 2022, ha segnato uno spartiacque storico pari all’11 settembre 2001. L’ordine mondiale sta mutando, su direttrici non ancora prevedibili. Ma la portata del cambiamento, e delle sue implicazioni, non ci è ancora del tutto chiara. Per questo continuiamo – da posizioni contrapposte, e di volta in volta presentate come «realiste» – a coltivare illusioni: un negoziato a portata di mano, una vittoria sul campo, una resa onorevole. La realtà però incalza, ed esige un cambio di paradigma – a ogni livello: dal ruolo dell’Europa a quello del diritto penale internazionale. Riconquistare la pace non sarà semplice.

Le origini storiche della guerra in Ucraina

Lectio - Edizione 2025

Guarda il video

  • 27/03/2025, ore 14:30
  • Polo del '900
  • Andrea Graziosi, Carlo Ghisoni, Marco Ferrero, Olena Motuzenko, Ottavia Giustetti

Dopo un’introduzione dedicata al rapporto tra Mosca e l’Ucraina in età zarista, la riflessione prenderà avvio dai risultati di 74 anni di esperienza sovietica per seguire poi le cause della “grande divergenza” tra Ucraina e Federazione Russa dopo il 1991, una divergenza condizionata dal diverso ruolo giocato dal passato sovietico ma anche, e in modo crescente, dalle scelte operate dalle rispettive società e dai loro gruppi dirigenti. Verranno presi in esame fattori quali lingua, religione, emigrazioni, e stili di vita, ma anche tipi e modi di costruzione statale, discorsi legittimanti usati per giustificarli e scelte di leader come Putin.

A seguire

BREAD FOR PEACE. UN PROGETTO PER LA PACE IN UCRAINA
Approfondimento dedicato ai progetti di Legacoop Piemonte, con Marco Ferrero, Olena Motuzenko, Carlo Ghisoni.

Lo scriverò sui muri. Manifesti e conflitto

Lectio - Edizione 2025

Guarda il video

  • 30/03/2025, ore 14:30
  • Polo del '900
  • Carlo Minoli, Franca Roncarolo

Strumento essenziale per comunicare il conflitto con immediatezza, i manifesti politici raccontano i cambiamenti intervenuti nel tempo sia sul piano degli obiettivi e dei soggetti che quegli obiettivi hanno perseguito, sia dal punto di vista dei linguaggi usati per raggiungere i destinatari. Partendo dai manifesti elettorali che hanno scandito le tappe della storia politica dell’Italia repubblicana, la conferenza allarga progressivamente la prospettiva ai manifesti prodotti nel quadro delle battaglie sindacali e delle proteste realizzate dai movimenti, primo fra tutti quello delle donne.

Mosaico libanese. Che cosa cambia dopo la guerra?

Dialoghi - Edizione 2025

Guarda il video

  • 27/03/2025, ore 18:00
  • Teatro Carignano
  • Gad Lerner, Maddalena Oliva, Rosita Di Peri

Dopo la devastante guerra dei 33 giorni del 2006, il popolo libanese si è trovato nuovamente ostaggio di dinamiche regionali che hanno portato guerra e distruzione. La violazione dei confini da parte di Israele, il lancio di missili da parte di Hezbollah e la presenza in controluce dell’Iran hanno enormi implicazioni locali. Alimentano, da un lato, l’idea pericolosa di una regione esonerata dal diritto internazionale e in cui la sovranità può essere violata. E, dall’altro, le istanze settarie di chi – da parti sciite e sunnite, ma anche di frange consistenti della destra israeliana – immagina Stati etnici, internamente omogenei. Ma il Medio Oriente è sempre stato un caleidoscopio di coesistenze: la purezza (oltre a non essere desiderabile) semplicemente non può darsi. Non c’è alternativa alla convivenza. E credere il contrario è, in ultima istanza, autodistruttivo.