Da Bagdad a Kiev. Le due facce del pacifismo

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 15:30
  • Cavallerizza Reale
  • Alessandra Quarta, Luciana Castellina, Paolo Flores d’Arcais

Il 15 febbraio 2003, commentando le manifestazioni che in tutto il mondo stavano portando in strada quasi 100 milioni di persone contro la guerra in Iraq, il «New York Times» scrisse: «Oggi è nata la seconda potenza mondiale». Due decenni dopo, di fronte alle nuove guerre, la voce del movimento pacifista è decisamente più debole. E il suo argomento centrale – la guerra va evitata sempre, a prescindere dal pur doveroso riconoscimento delle ragioni e dei torti – viene contestato anche da parte progressista. In particolare sull’Ucraina: fornire armi a Kiev significa alimentare l’escalation (come vogliono i pacifisti) o piuttosto limitarla, contenendo le mire imperiali di Putin?

Democrazia e conflitto. Uno sguardo da Gaza

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 10:00
  • Teatro Carignano
  • Atef Abu Saif, Francesca Mannocchi

È difficile quantificare la durata della guerra a Gaza. Un anno e mezzo, la più lunga di sempre nella Striscia. Oppure oltre settant’anni, a partire dall’esodo forzato della popolazione palestinese. Tre quarti di secolo di buio, con brevi momenti di luce: gli anni Novanta, Oslo, la promessa di una Palestina di pace. Oggi, nella distruzione che non accenna a fermarsi, immaginare un futuro meno cupo – o addirittura un futuro democratico – è, forse, più difficile che mai. Un dialogo fra una delle più autorevoli giornaliste italiane e uno scrittore palestinese, ex ministro della cultura dell’ANP, rimasto bloccato nella Striscia per i primi sessanta giorni di guerra. Per provare a pensare, su Gaza, due cose ugualmente impensabili: il presente, e il futuro.

Devo vincere o voglio vincere? Il conflitto con sé stessi nello sport

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 11:00
  • Circolo dei Lettori Sala Gioco
  • Daniele Gorgone, Daniele Manusia

Negli ultimi anni lo sport è stato uno degli spazi simbolici in cui si è manifestato il desiderio di un cambiamento più grande, che spinge verso una società in cui i disturbi mentali non siano più un tabù. Atleti piccoli e poco conosciuti come Clark Carlisle, grandi e vincenti come Naomi Osaka, e persino leggende come Micheal Phelps e Simone Biles, hanno parlato dei propri problemi arrivando a un pubblico vastissimo. La differenza sottile tra il dover vincere e il voler vincere è solo una delle questioni che si sono aperte in questi ultimi anni sulla relazione tra sport e salute mentale, attraverso alcuni casi recenti come quello del calciatore olandese Mohamed Ihatteren o lo sloveno Josip Ilicic, rifletteremo in quest’incontro sul modo in cui nella nostra società si parla di malattia mentale attraverso la lente dello sport di alto livello.

Dieci anni di proteste di massa, e poi il caos

Lectio - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 18:00
  • Cavallerizza Reale
  • Filippo Barbera, Vincent Bevins

Dal 2010 al 2020, il numero di persone che hanno partecipato alle proteste è stato più alto che in qualsiasi altro momento della storia umana. È stato dimostrato un sincero desiderio di cambiare il sistema globale. Ma i risultati di queste rivolte – per coloro che hanno a cuore la democrazia – sono stati altalenanti e spesso catastrofici. È cruciale allora riflettere sulle forme organizzative e i risultati di queste rivolte, e su come hanno plasmato (o meno) il mondo del 2020. Che cosa ci insegna questo frammento di storia recente, ora che assistiamo – sia in Europa sia negli Stati Uniti – a un nuovo momento di ripiegamento autoritario?

Diplomazia primordiale. I primati e l’equilibrio tra empatia e aggressività

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 11:30
  • Accademia delle Scienze
  • Marco Mezzalama, Pier Francesco Ferrari

Vivere in gruppo è un vantaggio evolutivo, ma implica inevitabilmente tensioni e conflitti. Per evitarli, l’evoluzione ha selezionato nei primati – compreso l’uomo – sofisticati meccanismi neurobiologici legati all’empatia, alla cooperazione e alla capacità di leggere le intenzioni altrui. Questi strumenti permettono di mantenere l’equilibrio sociale e di prevenire l’aggressività distruttiva. L’analisi comparativa delle società dei primati rivela modelli diversi di gestione del conflitto. Alcune specie, come i bonobo e i macachi tonkeana, privilegiano la tolleranza e la condivisione delle risorse, spesso grazie a un ruolo femminile dominante che promuove coesione e alleanze pacifiche. Altre, come i macachi reso o i babbuini amadriadi, seguono una gerarchia rigida, in cui il controllo sociale è imposto attraverso la dominanza e l’aggressività. Tuttavia, anche in queste società più competitive, gli individui subordinati possono sfruttare opportunità per scalare la gerarchia, dimostrando che la struttura sociale non è statica. Le basi neurobiologiche che regolano la gestione del conflitto nei primati sono sorprendentemente simili a quelle umane. Il nostro cervello utilizza gli stessi circuiti per elaborare le emozioni sociali, suggerendo che la nostra capacità di negoziare, cooperare e risolvere i conflitti non sia solo una costruzione culturale, ma un tratto evolutivo profondamente radicato. Studiare i primati ci offre quindi una chiave di lettura per comprendere meglio la nostra stessa natura e il potenziale dell’empatia nella costruzione di società più armoniose.

Economia della pace

Lectio - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 11:00
  • Polo del '900
  • Raul Caruso, Stefano Sacchi

L’economia della pace studia non solo le cause economiche dei conflitti armati, ma anche il peso improduttivo e distruttivo degli stessi sull’economia e la società unitamente alle politiche economiche volte a mitigarli e risolverli. Ci si concentrerà sugli ultimi due punti meno noti e dibattuti. In particolare, si discuterà dell’impatto della crescente militarizzazione seguita all’escalation della guerra tra Russia e Ucraina. In secondo luogo, si presenteranno alcune politiche economiche nazionali e internazionali volte a incrementare i livelli di pace e a diminuire violenza e conflitti armati.