Furore. Gli Stati Uniti verso la guerra civile

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 11:00
  • Teatro Carignano
  • Mattia Diletti, Oliviero Bergamini, Raffaella Baritono

Negli Stati Uniti è in corso una «guerra civile fredda»? Alcuni dati lo suggeriscono. Il tasso di fiducia nel governo è al 22% (era il 77% negli anni Sessanta), e la polarizzazione cresce a ritmi vertiginosi: in soli otto anni (2016-2024) la quota di repubblicani che considera i democratici «immorali» è cresciuta dal 47 al 72%, quella inversa dal 35 al 63%. Ricondurre tutto a Trump, comunque, sarebbe miope: il processo di frammentazione sociale è in corso da oltre mezzo secolo, con lo scandalo Watergate e la crisi del manifatturiero. Il risultato, oggi, è un’America spaccata lungo confini profondi – economici, politici, culturali. Un fenomeno sempre più difficilmente reversibile.

Geopolitica e tecnologia

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 11:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Alberto Infelise, Francesco Talò, Juan Carlos De Martin

A livello tecnologico, negli ultimi trent’anni i Paesi europei hanno accumulato un imperdonabile ritardo. Si è ceduto il controllo delle reti materiali (radio, torri, cavi, server), mentre aziende come Microsoft e Google (e ora Starlink?) entravano sin dentro i gangli dell’apparato statale. Eppure le tecnologie della comunicazione sono eminentemente politiche: condizionano la libertà e la sovranità collettive. E sullo sfondo la partita è anche bellica, con la guerra in Ucraina che ha mostrato l’importanza delle reti satellitari per gli eserciti sul terreno. La NATO è corsa ai ripari, rilanciando gli investimenti sulle deep tech: A.I., tecnologie quantistiche, biotecnologia. E l’Europa?

Guerra all’occidente, guerra dell’occidente

Lectio - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 18:30
  • Teatro Gobetti
  • Franco Cardini, Massimo Vallerani

Le guerre sono eventi episodici, che in generale si concludono con la vittoria di un soggetto e la sconfitta del suo nemico. “Guerra”, al singolare, implica invece un evento necessario, inevitabile. Tra Oriente e Occidente non si dà guerra eterna tra due duellanti sempre uguali: piuttosto un evento bellico che si rinnova nella misura in cui le parti, pur mutando di continuo, non riescono a pervenire a un equilibrio che ne manifesti la rispettiva complementarità rispetto all’altra. Una reciproca ostilità a geometria variabile, che è particolarmente interessante indagare a partire da un problema preciso e (apparentemente) limitato, e cioè la celebre domanda del presidente George W. Bush all’indomani dell’ “atto di guerra globale” (o come tale avvertito) dell’11 settembre 2001: “ma perché ci odiano?”.

Guerra, affari, crimini. Un’esplorazione letteraria

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 11:30
  • Circolo dei Lettori Sala Gioco
  • Pier Paolo Portinaro

«Camerati, i tempi sono difficili, la spada non è più associata alla giustizia; ma nessuno me ne può volere se, tra le due, preferisco star con la spada. Posso mostrarmi umano anche in guerra, ma non mi lascerò picchiare impunemente» (Friedrich Schiller, L’accampamento di Wallenstein). L’incontro intende proporre, operando una selezione di brani tratti da due grandi testi drammatici, una riflessione sull’ahimè sempre attuale tema del rapporto tra guerra e giustizia. Muovendo da un testo schilleriano non più molto frequentato, ma che offrì a Bertolt Brecht lo spunto per una rivisitazione del tema, si metterà in luce la facilità con cui la guerra cancella ogni confine tra pubblico e privato. Schiller e Brecht scelgono lo scenario della guerra dei trent’anni per demistificare il mito moderno della guerra civilizzata.

Guerre biologiche

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 10:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Maria Lodovica Gullino, Piero Bianucci

Quando si parla di guerre biologiche il pensiero corre immediatamente a potenziali agenti di malattie per l’essere umano e gli animali. Non può tuttavia essere escluso l’impiego deliberato di pericolosi agenti di malattie di colture agrarie di notevole importanza economica. Tra le possibili azioni terroristiche va pertanto considerato l’agroterrorismo, che consiste nell’uso deliberato di agenti fitopatogeni per colpire il settore agroalimentare. I prodotti agricoli sono sempre stati considerati un potenziale bersaglio per privare il nemico di risorse e riserve alimentari e la storia ci racconta di veri e propri arsenali biologici di Paesi a noi vicini. Un viaggio nel tempo, con esempi di guerre biologiche del passato e del presente.

Guerre culturali

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 18:30
  • OGR - Officine Grandi Riparazioni
  • Giorgia Serughetti, Guido Vitiello, Maddalena Cannito

Quanto distano una Sirenetta non-bianca e gli incendi che hanno devastato la California? Molto poco, secondo una tesi popolare su X: i roghi di Los Angeles sarebbero colpa delle «diversity policy» dei pompieri, che – come per il film sulla fiaba di Andersen – hanno assunto persone delle minoranze anche quando inadatte al ruolo. Le fake news sulla cancel culture sono infinite. Ma, forse, sotto di esse si nascondono ragioni di ostilità reciproca assai più concrete. L’orizzonte democratico si è ampliato, aizzando i conflitti legati alla presa della parola. E la posta in gioco – di fronte al risorgere di fronti bellici e istanze nazionalistiche – si fa sempre meno virtuale.