La guerra al lutto

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 16:30
  • Teatro Gobetti
  • Francesco Frisari, Ida Dominijanni

Fra pandemia, guerre e crisi climatica il nostro è un tempo carico di lutti che la politica tende a saturare con la violenza piuttosto che elaborarli. Che rapporto c’è fra lutto, potere e politica? A fronte di tecniche di governo che gerarchizzano le vite e le morti fra quelle che contano e quelle che non contano, le pratiche collettive di elaborazione del lutto possono diventare occasioni di presa di coscienza e di ribellione? A fronte di un capitalismo che tende a colmare ogni vuoto con la prestazione e il consumo, come ritrovare quella che secondo la psicoanalisi è la potenzialità generativa della perdita?

La guerra dell’energia. Conflitti, decarbonizzazione, climate change

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 16:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande
  • Andrea Malaguti, Stefano Paolo Corgnati

Nei mesi successivi all’invasione russa dell’Ucraina, l’Europa – di fronte alla potenziale crisi energetica dettata dai repentini cambiamenti negli approvvigionamenti di gas – è sembrata avere davanti a sé due strade (apparentemente) opposte. Un rallentamento della decarbonizzazione, con implicazioni negative in termini di lotta al riscaldamento globale. O invece – in una direzione opposta a livello di attenzione ambientale – un massiccio investimento sulle energie rinnovabili. Che cosa è effettivamente accaduto? A distanza di tre anni, un’analisi ad ampio spettro dei legami tra conflitti, energia e crisi climatica. Senza tralasciare l’interrogativo – purtroppo sempre più urgente – sulla resilienza delle strutture democratiche.

La legge del più furbo? Il conflitto come inganno e come spettacolo

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 17:30
  • Accademia delle Scienze
  • Andrea Tagliapietra, Gloria Origgi

Si suole dire che il primo caduto allo scoppiare di una guerra sia la verità. Nei conflitti della storia raramente due forze si equivalgono. Entrano in gioco, allora, le astuzie, nel tentativo di invertire i rapporti di forza o per riaffermarli, ottenendo la vittoria. Così, Machiavelli mette sia la volpe sia il leone tra i requisiti “bestiali†del “Principeâ€. Ma nell’era della società dello spettacolo, l’inganno decisivo per la durata e il consenso dei conflitti non viene esercitato verso il nemico, magari con le sofisticate armi della tecnologia, ma riguarda l’immagine della guerra che viene presentata alle opinioni pubbliche degli Stati coinvolti, mediante la propaganda dei canali dell’informazione di massa. Qui talvolta anche il semplice ricorso al principio di non contraddizione smaschererebbe la menzogna impartita da un giorno per l’altro alle popolazioni rimbambinite. Se la verità è il primo caduto, resta allora da stabilire da che parte del fronte questa perdita produce i danni più gravi.

La nazione: problema o soluzione?

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 17:30
  • Museo del Risorgimento Sala Codici
  • Alessandro Cavalli, Andrea Sorbello, Fabio Cassanelli, Giampiero Bordino, Grazia Borgna, Nathalie Tocci

Il nazionalismo e il suo impatto sulla democrazia contemporanea, le radici storiche e le conseguenze politiche di questa ideologia. Dalla sua influenza nei conflitti del XX secolo fino alla sua attuale rinascita, è necessario ripensare il legame tra globalizzazione non regolata, disuguaglianze sociali e crisi della democrazia. Verranno discusse con le studentesse e gli studenti le possibili risposte istituzionali, dalla riforma della governance globale al rafforzamento della partecipazione democratica, per contrastare le derive autoritarie e promuovere un futuro di cooperazione internazionale.

La nonviolenza come utopia per la pace

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 10:00
  • Accademia delle Scienze
  • Angela Dogliotti, Roberto Cammarata

“Si vis pacem, para bellumâ€: è la trappola che ci sta portando verso l’autodistruzione. E la pax romana, la pace dei vincitori, non è vera pace, perché impone e legittima la legge del più forte. La nonviolenza, utopia concreta per la una vera pace, rovescia il paradigma. Cuore della nonviolenza è, infatti, la trasformazione costruttiva dei conflitti. Diversi esempi di resistenza civile e di efficaci lotte nonviolente nel corso del Novecento testimoniano che una strada diversa è possibile. È una storia poco nota, che la Mostra 100 anni di pace, organizzata dal Centro Studi Sereno Regis nel centenario della fine della prima guerra mondiale, ha cercato di rendere visibile.

La pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressori

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 15:30
  • Accademia delle Scienze
  • Alessandro Isaia, Carlo Pestelli, Gianfranco Ragona

«Di poche dottrine o movimenti l’opinione pubblica si è fatta un’idea tanto confusa»: ecco il destino dell’anarchismo agli occhi di uno dei suoi maggiori storici novecenteschi, George Woodcock. Oltre mezzo secolo dopo, l’osservazione resta valida: gli anarchici sono via via dipinti con le tinte dei soavi sognatori di pace e armonia e nello stesso tempo quali violenti terroristi; esaltatori dell’individualismo assoluto e fautori del comunitarismo, e così via. Confusione e superficialità caratterizzano l’approccio all’anarchismo anche sul tema spinoso della guerra e della pace: attraverso alcuni esempi storici, la lezione si propone di gettare maggiore luce su un argomento centrale nel mondo anarchico ma trascurato nel dibattito politico e storiografico.