La resistenza italiana tra guerra e pace. A ottant’anni dalla liberazione

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 15:00
  • Teatro Carignano
  • Carlo Greppi, Chiara Colombini, Silvia Truzzi

La Resistenza vive un cambio generazionale. Se fino a pochi anni fa il filo del racconto univa ancora nonni e nonne (protagonisti diretti) ai nipoti, chi va oggi a scuola non ha conosciuto i testimoni: del ventennio e dei «venti mesi» ha memoria solo indiretta. Non è necessariamente un male: spezzare la «catena» della memoria può aprire a prospettive nuove, meno condizionate. Le ragioni per preoccuparsi, però, non mancano: cresce lo sdoganamento del passato fascista, mentre il 25 aprile si riduce spesso a una celebrazione retorica. Il ricordo di chi sconfisse il fascismo va riempito di nuovo di significato: coriaceo e reale, come lo erano le vite che nella lotta sono andate perdute.

La terra dei gelsomini. Che cosa succede in Siria?

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 11:30
  • Aula Magna Campus Universitario Luigi Einaudi
  • Annalisa Camilli, Asmae Dachan, Gabriele Del Grande

L’8 dicembre 2024 a Londra, Milano, Istanbul e in molte altre parti del mondo, ma soprattutto in tutte le città della Siria, almeno tre generazioni di siriane e siriani sono scese in piazza per festeggiare la caduta del regime degli Assad. Un pianto collettivo di gioia che ha coinvolto mussulmani e cristiani, per una liberazione attesa da oltre cinquant’anni. Ma nessuno si è illuso. Oltre a fare i conti con le proprie ferite (incluse le immani fosse comuni) la Siria post-Assad deve fronteggiare incognite potenzialmente altrettanto oscure. Uno sguardo al futuro della terra dei gelsomini, tra lo spettro di una nuova Libia e le speranze, ostinate, di pace.

Le big tech e la guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 14:30
  • Polo del '900
  • Dario Guarascio, Juan Carlos De Martin

La promessa di Internet era quella di diffondere in modo orizzontale opportunità economiche e prosperità, riducendo il rischio di nuovi conflitti. La realtà odierna è molto diversa: concentrazione di potere economico-tecnologico senza precedenti, montanti disuguaglianze e il timore di un conflitto globale che va concretizzandosi. All’origine di tutto questo vi è un nuovo complesso militare-digitale che vede convergere le strategie di dominio economico delle grandi piattaforme (statunitensi e cinesi) e le ambizioni egemoniche dei rispettivi Stati. Questa saldatura erode la democrazia e alimenta pulsioni autodistruttive. Per invertire la tendenza è necessario restituire una dimensione pubblica alla tecnologia, orientandola verso bisogni collettivi (salute, tutela dell’ambiente) e arrestando il parallelo processo di mercificazione e militarizzazione dell’esistente.

Le contraddizioni della guerra (e della pace)

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 16:00
  • Circolo dei Lettori Sala Gioco
  • Lucilla G. Moliterno, Luigi Bonanate

Il discorso sulla guerra (e non sui suoi svolgimenti) si è largamente svolto sulla base di contraddizioni, errori e menzogne (o: manipolazioni), non tanto politiche o strategiche quanto teoretiche, filosofiche, antropologiche, politologiche. La stessa storia si dibatte tra le provocazioni di un progresso inarrestabile e i pregiudizi sulla natura delle guerre. Almeno una dozzina di proposizioni tipiche può essere sottoposta a un progetto di mascheramento, il cui esito potrebbe ampliare la nostra capacità di discuter di guerre, specialmente nel loro rapporto con l’idea di pace.

Le democrazie e la guerra

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 21:00
  • Cavallerizza Reale
  • Anna Maria Giordano, Chantal Meloni, Nathalie Tocci

L’invasione dell’Ucraina, il 24 febbraio 2022, ha segnato uno spartiacque storico pari all’11 settembre 2001. L’ordine mondiale sta mutando, su direttrici non ancora prevedibili. Ma la portata del cambiamento, e delle sue implicazioni, non ci è ancora del tutto chiara. Per questo continuiamo – da posizioni contrapposte, e di volta in volta presentate come «realiste» – a coltivare illusioni: un negoziato a portata di mano, una vittoria sul campo, una resa onorevole. La realtà però incalza, ed esige un cambio di paradigma – a ogni livello: dal ruolo dell’Europa a quello del diritto penale internazionale. Riconquistare la pace non sarà semplice.

Le guerre persiane e l’invenzione dell’identità

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 21:00
  • Cavallerizza Reale
  • Gustavo Zagrebelsky, Laura Pepe

Un giorno Serse, in procinto di muovere contro la Grecia, convocò Demarato, un re spartano che aveva trovato rifugio presso di lui. Gli domandò chi fosse il capo dei Greci, e come i Greci potevano sperare di vincere, loro che erano così pochi, contro un esercito numeroso come il suo; Demarato rispose che i Greci non obbedivano a nessuno se non alla legge, ma si sarebbero battuti con coraggio per conservare la loro libertà. Se è vero che l’identità si costruisce attraverso la polarizzazione dell’alterità, ebbene già questo scambio di battute contiene l’essenza dell’identità greca: fatta di libertà, di uguaglianza davanti alla legge, di senso di appartenenza a una comunità.