Le origini storiche della guerra in Ucraina

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 14:30
  • Polo del '900
  • Andrea Graziosi, Carlo Ghisoni, Marco Ferrero, Olena Motuzenko, Ottavia Giustetti

Dopo un’introduzione dedicata al rapporto tra Mosca e l’Ucraina in età zarista, la riflessione prenderà avvio dai risultati di 74 anni di esperienza sovietica per seguire poi le cause della “grande divergenza” tra Ucraina e Federazione Russa dopo il 1991, una divergenza condizionata dal diverso ruolo giocato dal passato sovietico ma anche, e in modo crescente, dalle scelte operate dalle rispettive società e dai loro gruppi dirigenti. Verranno presi in esame fattori quali lingua, religione, emigrazioni, e stili di vita, ma anche tipi e modi di costruzione statale, discorsi legittimanti usati per giustificarli e scelte di leader come Putin.

A seguire

BREAD FOR PEACE. UN PROGETTO PER LA PACE IN UCRAINA
Approfondimento dedicato ai progetti di Legacoop Piemonte, con Marco Ferrero, Olena Motuzenko, Carlo Ghisoni.

Lo scriverò sui muri. Manifesti e conflitto

Lectio - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 14:30
  • Polo del '900
  • Carlo Minoli, Franca Roncarolo

Strumento essenziale per comunicare il conflitto con immediatezza, i manifesti politici raccontano i cambiamenti intervenuti nel tempo sia sul piano degli obiettivi e dei soggetti che quegli obiettivi hanno perseguito, sia dal punto di vista dei linguaggi usati per raggiungere i destinatari. Partendo dai manifesti elettorali che hanno scandito le tappe della storia politica dell’Italia repubblicana, la conferenza allarga progressivamente la prospettiva ai manifesti prodotti nel quadro delle battaglie sindacali e delle proteste realizzate dai movimenti, primo fra tutti quello delle donne.

L’ambiente siamo noi: le trasformazioni climatiche tra dinamiche globali e locali

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 15:30
  • Museo del Risorgimento Sala Codici
  • Daniele Gorgone, Stefano Liberti

La crisi climatica è già nel nostro quotidiano. Qual è il nostro ruolo? Che impatto, positivo o negativo, possiamo avere? Quando si tratta di clima spesso le dinamiche globali e locali si intrecciano, così come quelle individuali e collettive. Dal cibo che consumiamo tutti i giorni si può arrivare a conoscere la pratica del “land grabbing”, mentre gli effetti del riscaldamento globale non riguardano solo le isole del Pacifico che stanno scomparendo: basta fare un giro nel Mediterraneo o nel bacino del Po.

L’eredità dei conflitti coloniali

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 18:30
  • Aula Magna Campus Universitario Luigi Einaudi
  • Elgas, Luisa Passerini

Nonostante la decolonizzazione del continente africano, non si può fare a meno di rilevare che i conflitti coloniali sono ancora presenti. Un’eredità articolata in tre ambiti: militare, culturale ed economico. Il disagio persistente, la ricerca di giustizia e di riparazione si accompagnano talvolta all’estremismo, al radicalismo, all’esclusione di responsabilità e talvolta al risentimento. Annunciato come futura grande potenza, sotto l’attacco di predatori, il continente sta vivendo una sequenza storica sorprendente, fatta di euforia e speranza, ma anche di dubbi e persino di regressione.

L’Europa di fronte al progetto imperiale di Donald Trump

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 30/03/2025, ore 14:00
  • Teatro Gobetti
  • Alessandro Aresu, Gilles Gressani, Paola Peduzzi

A differenza del primo mandato, il presidente americano ha ormai un piano più definito e radicale: trasformare l’Occidente in uno spazio allineato a una sola sovranità centrale e la Repubblica, ridondante e inefficace, in un Impero, per fare crescere in modo esponenziale la start-up America. Dopo un soggiorno a Palo Alto, Carl Schmitt si trasferisce a Washington. Come interpretare le tendenze, le fonti e le ispirazioni di questo progetto epocale? Che cosa possiamo fare? Si rifletterà sulla domanda posta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “L’Europa intende essere un oggetto della disputa internazionale, un’area in cui altri esercitino la loro influenza, o, invece, diventare un soggetto di politica internazionale, affermando i propri valori? Può accettare di essere schiacciata tra oligarchie e autocrazie? Con, al massimo, la prospettiva di un ‘vassallaggio felice’”

L’Iran dietro le sbarre. Detenzione e libertà scientifica

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 15:00
  • Cavallerizza Reale
  • Fariba Adelkhah, Irene Bono

Il Carcere di Evin a Teheran è uno dei simboli della repressione in Iran. Arrestata nel giugno 2019 mentre lavorava alla sua ultima ricerca, la studiosa franco-iraniana riesce a fare della sua detenzione un’esperienza da cui guardare il potere e la società iraniana con le lenti d’analisi dell’antropologia. Una riflessione sulla violenza pervasiva della condizione carceraria, sul significato di raccontarla, e sull’importanza della libertà scientifica anche nelle situazioni in cui molti prediligono la presa di posizione secondo la logica amico nemico, rinunciando all’analisi della complessità.