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L’economia circolare come leva di sviluppo

Dialoghi - Edizione 2019

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  • 30/03/2019, ore 18:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande

Relatori

L’economia circolare è un’opportunità per riscrivere il nostro futuro, ovvero è un modello economico che ha l’obiettivo di preservare il valore delle risorse naturali nel tempo promuovendo il riuso, il riciclo e la rigenerazione, e soprattutto l’allungamento della vita dei prodotti, dei componenti e dei materiali, consentendo di minimizzare l’utilizzo di nuove materie prime e di fonti energiche nel ciclo produttivo. Per centinaia di anni si è ragionato in modo lineare, dalla culla alla tomba, cambiare l’approccio significa cambiare prospettiva e guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda, riconoscendo in ogni bene o prodotto un’utilità che supera la finalità per cui è stato concepito. Vuol dire superare il modello take-make-dispose,ovvero i beni sono prodotti a partire dall’estrazione di materie prime, vengono trasformati, venduti, utilizzati (spesso non sfruttandone appieno le potenzialità) e infine eliminati come rifiuti. Tutto ciò mette a rischio la capacità rigenerativa del pianeta a causa di esternalità negative come l’inquinamento o la saturazione delle matrici ambientali o il consumo sconsiderato di alcune risorse.
Il problema del superamento della capacità rigenerativa è una questione non solo ecologica ma anche economica che chiama in causa dimensioni culturali, comportamentali e valoriali. Il cambio di paradigma produttivo si basa sulla riduzione progressiva dei rifiuti intervenendo sull’ecodesign (pensare prodotti che non producano rifiuti e scarti e che possano durare nel tempo utilizzandoli in modo diverso), sulla capacità trasformativa ovvero modularità, versatilità e capacità di intercettare gli input provenienti da filiere anche diverse da quella di appartenenza e su una visione sistemica ed olistica capace di generare osmosi di prodotti e di idee. Tale transizione si delinea come un’esigenza fondamentale per garantire lo sviluppo sostenibile dell’economia globale, con l’obiettivo di disaccoppiare la crescita del reddito dal consumo progressivo di risorse. Ad oggi, si stima che 1,2 miliardi della parte di popolazione globale più povera sia responsabile di appena l’1% dei consumi globali e che, secondo le Nazioni Unite, si raggiungerà quota 8,5 miliardi di persone entro il 2030. Questo scenario paventa ulteriori pressioni alla capacità rigenerativa del pianeta, pertanto diventa fondamentale intervenire con una inversione di marcia.
Eni si pone in prima linea promuovendo iniziative che rispondano a pieno ai principi della circolarità. E’ la prima società Oil&Gas ad aver convertito una raffineria tradizionale in bio-raffineria a Venezia e a breve entrerà in esercizio quella di Gela. Sul piano operativo stiamo intensificando la produzione dei bio-carburanti, ricercando sempre nuove soluzioni per sostituire i carburanti derivanti da fonti fossili con quelli di origine vegetale o provenienti da scarti e rifiuti. Eni diesel+ contiene il 15% di componente rinnovabile prodotto nella bioraffineria e, oltre a migliorare l’efficienza del motore e ridurre le emissioni dei componenti che influiscono sulla qualità dell’aria, contribuisce ad abbattere le emissioni di CO2 e a favorire una mobilità più sostenibile, rispettosa dell’ambiente e delle persone.
Grazie a un accordo firmato tra Eni e il Consorzio Conoe e successivamente con moltissimi consorziati con questo, si realizza un circuito virtuoso di economia circolare. L’olio vegetale esausto (banalmente l’olio di frittura) viene raccolto e conferito alla bioraffineria di Venezia per essere trasformato in biocarburante di alta qualità. Il progetto è stato esteso a diverse municipalizzate ed anche a tutti i dipendenti Eni che contribuisco alla raccolta degli olii prodotti nelle proprie cucine.
Eni sta contribuendo con servizi di car sharing per muoversi in città con più agilità e limitazione dei propri consumi grazie alla condivisione di beni e servizi attraverso il progetto Enjoy, con oltre 17 milioni di noleggi a Milano, Roma, Firenze, Torino, Bologna e Catania.
Il pensiero circolare è per Eni motore di cambiamento, capovolgendo il paradigma dei rifiuti che possono passare da “emergenza†a risorsa convertendoli in prodotti commercializzabili, come per esempio i rifiuti organici in olio combustibile per mezzi marini, i fanghi biologici e diverse tipologie di biomasse in bio-metano e le plastiche non riciclabili in idrogeno o metanolo.
Sono solo alcuni esempi per dimostrare le chance offerte da un approccio circolare che supera la visione del riciclo per trasformarsi in una economia, capace di reintegrare i flussi di materia e di rivalorizzare quelli tecnici, limitando l’uso delle risorse naturali e soprattutto di creare nuovo valore attraverso nuove opportunità occupazionali e benefici socio ambientali.

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Lomellina, la nuova Silicon Valley

Dialoghi - Edizione 2019

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  • 28/03/2019, ore 18:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande

Relatori

Intelligenza artificiale, robotica, blockchain. I Big Data stanno cambiando il mondo, lo stanno giaÌ€ facendo per quanto riguarda la salute, la sostenibilitaÌ€, il nostro lavoro, la nostra vita. Stanno cambiando i modelli di business, accelerandoli e favorendone l’evoluzione. Sono tecnologie che portano con seÌ una promessa: un futuro dove tutti potranno accedere a risorse in abbondanza, cosiÌ€ da non temere piuÌ€ minacce di scarsitaÌ€. Non possiamo parlare di sviluppo, di cambiamento del mondo, senza affrontare il tema dell’accesso all’energia. Il Super Computer e la sua Casa Efficiente nella Lomellina Valley.

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Polvere di stelle

Dibattiti - Edizione 2019

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  • 29/03/2019, ore 21:00
  • Nuvola Lavazza La Centrale

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Quanto è fragile la celebrità? L’odierno immaginario subisce un bombardamento tanto fluido da alimentare la percezione che chiunque possa diventare famoso. Velocemente, nuovi stimoli fanno evaporare i precedenti, li polverizzano. I protagonisti dei contenuti social non hanno più la possibilità di governare le reazioni che ne derivano, diventando bersaglio di critiche feroci che spesso culminano nel fenomeno dell’hating. La celebrità non ha più memoria di cosa fu il divismo perché, costretta a muoversi sul terreno di un consumo istantaneo, non ha il tempo di cristallizzarsi in mito, uscendone inevitabilmente stropicciata. Quel che resta è effimero, come polvere di stelle.

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Bolle di visibilità

Dialoghi - Edizione 2019

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  • 30/03/2019, ore 15:30
  • Auditorium Vivaldi

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In principio era il fan, poi venne il follower. Come è mutato il rapporto fra spettatore e celebrità al tempo di internet? La TV deve piegarsi sempre più alle esigenze dello spettatore che può scegliere tra proposte pressoché infinite. Il pubblico non è più semplice destinatario ma interagisce, crea esso stesso contenuti multimediali, diventa cassa di risonanza del messaggio veicolato attraverso i canali tradizionali. Il tasso di coinvolgimento cresce e si manifesta attraverso community che si aggregano attorno a specifici temi e programmi. Mille bolle da cui visibilità e popolarità escono frammentate.

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Il rifiuto dell’altro. A ottant’anni dalle leggi razziali

Spotlight - Edizione 2018

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  • 22/11/2018, ore 18:00
  • Polo del '900

Relatori

Le tragedie del ventesimo secolo sembravano aver fornito gli anticorpi contro l’odio razziale e il rifiuto del diverso. Mai completamente sopite, però, la rivendicazione delle identità e la paura della contaminazione culturale sono ormai tornate all’ordine del giorno. A ottant’anni dalle leggi razziali, il giornalista Gad Lerner e la scrittrice italo-somala Igiaba Scego dialogano sulle forme contemporanee del rigetto dell’altro: le radici storiche, i nuovi luoghi e canali di diffusione e le strategie di resistenza.

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Homo ludens. Giochi culturali e cultura in gioco

Spotlight - Edizione 2018

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  • 31/10/2018, ore 18:00
  • Polo del '900

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Il gioco è considerato alla base dell’organizzazione sociale di molte civiltà ed è fondamentale nello sviluppo cognitivo degli esseri umani; in anni recenti, la cultura del gioco si è diffusa in molti ambiti della vita sociale, dall’istruzione al marketing, dalla cultura all’innovazione sociale. Autore di alcuni fra i più importanti giochi di promozione culturale, Fabio Viola si interroga sui labili confini tra finzione e realtà a partire dal ruolo svolto dal gioco nella società contemporanea.

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