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Una lotta disperata, ma con molto fair play. Società e politica ai tempi del neoliberismo

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 11:00
  • Aula Magna Campus Universitario Luigi Einaudi

Relatori

Il neoliberismo non è solo economia: implica anche una precisa concezione della democrazia. Rifiuta la nozione di popolo sovrano. E vede invece la società come competizione. Rispetto alla teoria democratica tradizionale (secondo cui il demos decide sul bene comune) già i liberali classici avevano posto un distinguo: il bene comune è compito dello Stato, mentre il popolo agisce nel mercato, mosso da interessi privati. Il neoliberismo fa un passo in più: rifiuta in toto l’idea di bene comune. E intende il «giusto» solo come equità della gara. Una lotta per la sopravvivenza «tutti contro tutti», dove alla legge (e quindi al kratos: esperti e leader del mercato) spetta solo il compito di dettare le regole.

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Guerre biologiche

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 10:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande

Relatori

Quando si parla di guerre biologiche il pensiero corre immediatamente a potenziali agenti di malattie per l’essere umano e gli animali. Non può tuttavia essere escluso l’impiego deliberato di pericolosi agenti di malattie di colture agrarie di notevole importanza economica. Tra le possibili azioni terroristiche va pertanto considerato l’agroterrorismo, che consiste nell’uso deliberato di agenti fitopatogeni per colpire il settore agroalimentare. I prodotti agricoli sono sempre stati considerati un potenziale bersaglio per privare il nemico di risorse e riserve alimentari e la storia ci racconta di veri e propri arsenali biologici di Paesi a noi vicini. Un viaggio nel tempo, con esempi di guerre biologiche del passato e del presente.

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Sono solo parole? Il potere del linguaggio nel contrasto alla violenza maschile

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 10:30
  • Teatro Gobetti

Relatori

Le leggi, gli atti giudiziari e le sentenze sono fatti di parole. Queste possono cambiare e spesso salvare la vita delle donne e dei loro figli e figlie. Che importanza ha la scelta del linguaggio nelle aule di tribunale? Qual è il rapporto tra giudizio e pregiudizio? Quanto vale la parola delle donne? Quanto conta l’aiuto materiale dello Stato e degli enti locali? Quanto conta, per l’affrancamento dalla violenza, il Fondo della Regione Piemonte? Un dialogo tra giuriste per capire l’importanza del linguaggio e delle risorse materiali, quali strumenti di protezione contro la violenza maschile.

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Come finiscono le guerre

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 26/03/2025, ore 16:30
  • Teatro Carignano

Relatori

Che cosa porta alla fine di una guerra: le vittorie sui campi di battaglia? La diplomazia (nelle ambasciate e nei salotti)? Le lotte pacifiste? O, più semplicemente, il caso? Siamo soliti osservare guerra e pace sotto lenti diverse: la guerra come destino ineluttabile; la pace, invece, come compito. Perfino il pensiero utopico non ha rinunciato alla guerra: e così società immaginarie, inventate a tavolino con un tratto di penna, vedono risorgere (contro ogni logica apparente) i conflitti armati.
Sembra insomma che, da secoli, riteniamo la guerra inevitabile: eppure ogni sua ricomparsa – l’ultima volta tre anni fa – ci lascia stupefatti, sotto shock. Come interpretare questo nostro insieme, in apparenza paradossale, di ingenuità e fatalismo? Uno storico militare risponde alle sollecitazioni di una storica dell’utopia, provando a delineare come sia cambiato, nel tempo, il nostro approccio alla guerra e alla pace.

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Come può l’arte incrementare la democrazia? L’arte come strumento di pace preventiva

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 14:30
  • Teatro Gobetti

Relatori

Michelangelo Pistoletto, candidato al Premio Nobel per la Pace per il suo impegno nel segno delle ‘paci’, della giustizia sociale e della responsabilità collettiva, dialoga con Francesco Manacorda Direttore del Castello di Rivoli. Le opere di Pistoletto, da sempre nella collezione del Museo, affrontano temi di grande attualità quali politica, educazione, scienza, sostenibilità. L’artista, attraverso il messaggio della pace preventiva, ha inteso la sua candidatura come «impegno per il lavoro futuro: l’arte infatti deve assumere una posizione propulsiva per un cambiamento radicale che porta un concetto di umanità condiviso e responsabile» (Michelangelo Pistoletto).

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