Archivi categoria: Eventi

L’eredità dei conflitti coloniali

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 18:30
  • Aula Magna Campus Universitario Luigi Einaudi

Relatori

Nonostante la decolonizzazione del continente africano, non si può fare a meno di rilevare che i conflitti coloniali sono ancora presenti. Un’eredità articolata in tre ambiti: militare, culturale ed economico. Il disagio persistente, la ricerca di giustizia e di riparazione si accompagnano talvolta all’estremismo, al radicalismo, all’esclusione di responsabilità e talvolta al risentimento. Annunciato come futura grande potenza, sotto l’attacco di predatori, il continente sta vivendo una sequenza storica sorprendente, fatta di euforia e speranza, ma anche di dubbi e persino di regressione.

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Mosaico libanese. Che cosa cambia dopo la guerra?

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 18:00
  • Teatro Carignano

Relatori

Dopo la devastante guerra dei 33 giorni del 2006, il popolo libanese si è trovato nuovamente ostaggio di dinamiche regionali che hanno portato guerra e distruzione. La violazione dei confini da parte di Israele, il lancio di missili da parte di Hezbollah e la presenza in controluce dell’Iran hanno enormi implicazioni locali. Alimentano, da un lato, l’idea pericolosa di una regione esonerata dal diritto internazionale e in cui la sovranità può essere violata. E, dall’altro, le istanze settarie di chi – da parti sciite e sunnite, ma anche di frange consistenti della destra israeliana – immagina Stati etnici, internamente omogenei. Ma il Medio Oriente è sempre stato un caleidoscopio di coesistenze: la purezza (oltre a non essere desiderabile) semplicemente non può darsi. Non c’è alternativa alla convivenza. E credere il contrario è, in ultima istanza, autodistruttivo.

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Tropico mediterraneo

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 17:30
  • Politecnico di Torino - Sala Emma Strada

Relatori

Il Mediterraneo sta attraversando una trasformazione vorticosa per effetto del surriscaldamento globale e delle attività antropiche. Un viaggio per parole e immagini tra le isole e le coste – da Linosa a Cipro, da Tunisi alle Kerkennah, da Mazara a Samos – dà la parola a chi, per contatto diretto, può testimoniarne le sorprendente metamorfosi. Granchi blu e pesci palla maculati, pescatori che diventano scafisti e capitani di petroliere trasformati improvvisamente in attivisti, e ancora sfruttamento delle risorse marine e sorprendenti soluzioni di adattamento: un caleidoscopio marino, che ci ricorda la necessità di tutelare il «bene comune» Mediterraneo.

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L’Italia ripudia la guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 17:00
  • Teatro Gobetti

Relatori

L’articolo 11 è figlio di una stagione in cui ovunque, nel mondo, l’imperativo morale era di bandire la guerra e relegarla definitivamente fuori dalla storia. Ripudiare la guerra, per i Costituenti che in larga parte ne avevano direttamente vissuto gli orrori, significava dichiararne il suo impiego fuorilegge. Una condanna morale e anche una sanzione giuridica. Ma si può dichiarare la guerra fuorilegge? E aspettarsi che basti? O quella grande promessa era solo, già allora, un’ingenua utopia? Nell’epoca della globalizzazione delle guerre e dell’assuefazione alle guerre, nel contesto geopolitico che ha sconvolto le agende politiche, la fisiologia delle istituzioni e anche le forme e i contenuti della comunicazione, quale spazio ancora residua per quella solenne condanna?

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Le contraddizioni della guerra (e della pace)

Lectio - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 16:00
  • Circolo dei Lettori Sala Gioco

Relatori

Il discorso sulla guerra (e non sui suoi svolgimenti) si è largamente svolto sulla base di contraddizioni, errori e menzogne (o: manipolazioni), non tanto politiche o strategiche quanto teoretiche, filosofiche, antropologiche, politologiche. La stessa storia si dibatte tra le provocazioni di un progresso inarrestabile e i pregiudizi sulla natura delle guerre. Almeno una dozzina di proposizioni tipiche può essere sottoposta a un progetto di mascheramento, il cui esito potrebbe ampliare la nostra capacità di discuter di guerre, specialmente nel loro rapporto con l’idea di pace.

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Da Bagdad a Kiev. Le due facce del pacifismo

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 27/03/2025, ore 15:30
  • Cavallerizza Reale

Relatori

Il 15 febbraio 2003, commentando le manifestazioni che in tutto il mondo stavano portando in strada quasi 100 milioni di persone contro la guerra in Iraq, il «New York Times» scrisse: «Oggi è nata la seconda potenza mondiale». Due decenni dopo, di fronte alle nuove guerre, la voce del movimento pacifista è decisamente più debole. E il suo argomento centrale – la guerra va evitata sempre, a prescindere dal pur doveroso riconoscimento delle ragioni e dei torti – viene contestato anche da parte progressista. In particolare sull’Ucraina: fornire armi a Kiev significa alimentare l’escalation (come vogliono i pacifisti) o piuttosto limitarla, contenendo le mire imperiali di Putin?

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