Archivi categoria: Eventi

Vagli a spiegare che è primavera. Il carcere tra giustizia e vendetta

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 16:30
  • Teatro Carignano

Relatori

Quante persone in Italia sono sottoposte a restrizione della libertà? Negli ultimi trent’anni – mentre calavano furti, omicidi e molti reati gravi – il numero è quadruplicato: da 30.000 a 120.000, di cui più della metà in prigione. Per il carcere sembrano i numeri di un successo. Ogni altro dato – recidive, tasso di suicidi, torture, sino alla disperazione degli agenti – ci dice il contrario: la prigione è un inferno e, quasi sempre, è un inferno inutile. Ma è possibile ripensare la pena? Due scrittori riflettono su colpevoli e vittime, sicurezza e giustizia. E su che cosa le carceri – specchi sporchi, ma affidabili, di ogni società – dicono di noi.

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La guerra al lutto

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 16:30
  • Teatro Gobetti

Relatori

Fra pandemia, guerre e crisi climatica il nostro è un tempo carico di lutti che la politica tende a saturare con la violenza piuttosto che elaborarli. Che rapporto c’è fra lutto, potere e politica? A fronte di tecniche di governo che gerarchizzano le vite e le morti fra quelle che contano e quelle che non contano, le pratiche collettive di elaborazione del lutto possono diventare occasioni di presa di coscienza e di ribellione? A fronte di un capitalismo che tende a colmare ogni vuoto con la prestazione e il consumo, come ritrovare quella che secondo la psicoanalisi è la potenzialità generativa della perdita?

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La guerra dell’energia. Conflitti, decarbonizzazione, climate change

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 16:00
  • Circolo dei Lettori Sala Grande

Relatori

Nei mesi successivi all’invasione russa dell’Ucraina, l’Europa – di fronte alla potenziale crisi energetica dettata dai repentini cambiamenti negli approvvigionamenti di gas – è sembrata avere davanti a sé due strade (apparentemente) opposte. Un rallentamento della decarbonizzazione, con implicazioni negative in termini di lotta al riscaldamento globale. O invece – in una direzione opposta a livello di attenzione ambientale – un massiccio investimento sulle energie rinnovabili. Che cosa è effettivamente accaduto? A distanza di tre anni, un’analisi ad ampio spettro dei legami tra conflitti, energia e crisi climatica. Senza tralasciare l’interrogativo – purtroppo sempre più urgente – sulla resilienza delle strutture democratiche.

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L’ambiente siamo noi: le trasformazioni climatiche tra dinamiche globali e locali

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 15:30
  • Museo del Risorgimento Sala Codici

Relatori

La crisi climatica è già nel nostro quotidiano. Qual è il nostro ruolo? Che impatto, positivo o negativo, possiamo avere? Quando si tratta di clima spesso le dinamiche globali e locali si intrecciano, così come quelle individuali e collettive. Dal cibo che consumiamo tutti i giorni si può arrivare a conoscere la pratica del “land grabbing”, mentre gli effetti del riscaldamento globale non riguardano solo le isole del Pacifico che stanno scomparendo: basta fare un giro nel Mediterraneo o nel bacino del Po.

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Il disarmo come utopia per la pace

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 14:30
  • Accademia delle Scienze

Relatori

Raccontare tutte le guerre nello stesso modo, ottenere il disarmo nucleare, risparmiare i civili nei conflitti: sono davvero utopie, o – invece – concreti percorsi di pace? Ci sono oggi oltre trenta conflitti e innumerevoli aree di crisi, eppure la narrazione mediatica concentra l’attenzione solamente su alcuni contesti specifici. Le armi sono sempre più potenti e distruttive, capaci di radere al suolo intere città. Il target principale, seppur mai dichiarato, sono i civili che costituiscono oltre il 90% delle vittime dei conflitti, rendendo la guerra non più uno scontro regolamentato e circoscritto agli eserciti ma una vera e propria carneficina. In questo scenario la pace rimane un’utopia se vi è la mancanza di volontà nel confronto, nel dialogo e nel rispetto dei Trattati internazionali.

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Violenze istituzionali

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 14:00
  • Museo del Risorgimento Sala Codici

Relatori

«L’unico modo di vincere la violenza è quello di riconoscerla anche quando non scende e grida in piazza ma si nasconde dietro la de­corosa facciata delle istituzioni che difendiamo». Con queste parole Norberto Bobbio concludeva un articolo significativamente intitolato La violenza di Stato, a poche settimane di distanza dalla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, nel bel mezzo della manipolazione mediatica e dell’azione di depistaggio di apparati deviati dallo Stato in seguito nota come “strategia della tensione”. Cinquantacinque anni dopo, le parole di Bobbio esibiscono un’attualità inquietante, esortandoci a riflettere sul rapporto ambivalente, complesso fra democrazia e violenza, soprattutto quando sono in gioco manifestazioni di dissenso da parte della società civile.

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