Archivi categoria: Eventi

L’ordine del caos. Viaggio ragionato nel disordine globale

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 14:00
  • Polo del '900

Relatori

Il ritorno di Trump alla Casa Bianca certifica la “stanchezza imperiale” degli Stati Uniti e la ritrosia, oltre che la difficoltà, dell’America a fungere da soggetto ordinatore del contesto internazionale. I fronti di guerra e instabilità che si moltiplicano nel mondo sono il sintomo più evidente di un ordine mondiale in tumultuosa e violenta trasformazione. In Europa la crisi tedesca pone un’incognita sulla tenuta della UE, mentre il confronto USA-Cina entra in una nuova fase. Le prospettive della guerra ucraina. Gli sviluppi della situazione mediorientale. Quali impatti per l’Italia?

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Autorealizzazione e altri inganni. Perché il lavoro non ci ha resi liberi

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 14:30
  • Teatro Gobetti

Relatori

La modernità sorge con una promessa di realizzazione personale che, invece di emancipare l’umanità, l’ha coinvolta in una guerra di tutti contro tutti per l’accumulazione del capitale simbolico. Già condannati a un’inevitabile delusione dallo squilibrio tra le nostre aspirazioni e le necessità del capitalismo, non avevamo ancora fatto i conti con l’intelligenza artificiale e il suo più terribile effetto: il dominio definitivo del lavoro intellettuale morto sul lavoro intellettuale vivo.

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Ritorno a L’Avana. Uno sguardo incrociato tra Italia e Cuba

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 10:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande

Relatori

Il 20 gennaio 2025, a seguito dell’ordine esecutivo di Trump, Google Maps ha ribattezzato (solo per gli utenti statunitensi) il Golfo del Messico come “Golfo d’America”. L’episodio, dal sapore vagamente distopico, è stato percepito all’interno della ben più vasta querelle USA-Messico: questione migratoria, muro, dazi. Rischiamo così di dimenticarci del terzo Stato che affaccia sul Golfo: Cuba. Tra cambiamento e conservazione, embargo e democrazia dal basso, e nel bel mezzo di uno stravolgimento regionale che si preannuncia intenso e di lungo periodo: che cosa succede a L’Avana?

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Diplomazia primordiale. I primati e l’equilibrio tra empatia e aggressività

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 11:30
  • Accademia delle Scienze

Relatori

Vivere in gruppo è un vantaggio evolutivo, ma implica inevitabilmente tensioni e conflitti. Per evitarli, l’evoluzione ha selezionato nei primati – compreso l’uomo – sofisticati meccanismi neurobiologici legati all’empatia, alla cooperazione e alla capacità di leggere le intenzioni altrui. Questi strumenti permettono di mantenere l’equilibrio sociale e di prevenire l’aggressività distruttiva. L’analisi comparativa delle società dei primati rivela modelli diversi di gestione del conflitto. Alcune specie, come i bonobo e i macachi tonkeana, privilegiano la tolleranza e la condivisione delle risorse, spesso grazie a un ruolo femminile dominante che promuove coesione e alleanze pacifiche. Altre, come i macachi reso o i babbuini amadriadi, seguono una gerarchia rigida, in cui il controllo sociale è imposto attraverso la dominanza e l’aggressività. Tuttavia, anche in queste società più competitive, gli individui subordinati possono sfruttare opportunità per scalare la gerarchia, dimostrando che la struttura sociale non è statica. Le basi neurobiologiche che regolano la gestione del conflitto nei primati sono sorprendentemente simili a quelle umane. Il nostro cervello utilizza gli stessi circuiti per elaborare le emozioni sociali, suggerendo che la nostra capacità di negoziare, cooperare e risolvere i conflitti non sia solo una costruzione culturale, ma un tratto evolutivo profondamente radicato. Studiare i primati ci offre quindi una chiave di lettura per comprendere meglio la nostra stessa natura e il potenziale dell’empatia nella costruzione di società più armoniose.

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La terra dei gelsomini. Che cosa succede in Siria?

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 11:30
  • Aula Magna Campus Universitario Luigi Einaudi

Relatori

L’8 dicembre 2024 a Londra, Milano, Istanbul e in molte altre parti del mondo, ma soprattutto in tutte le città della Siria, almeno tre generazioni di siriane e siriani sono scese in piazza per festeggiare la caduta del regime degli Assad. Un pianto collettivo di gioia che ha coinvolto mussulmani e cristiani, per una liberazione attesa da oltre cinquant’anni. Ma nessuno si è illuso. Oltre a fare i conti con le proprie ferite (incluse le immani fosse comuni) la Siria post-Assad deve fronteggiare incognite potenzialmente altrettanto oscure. Uno sguardo al futuro della terra dei gelsomini, tra lo spettro di una nuova Libia e le speranze, ostinate, di pace.

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Fedeli alla pace

Lectio - Edizione 2025

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  • 28/03/2025, ore 11:00
  • Teatro Carignano

Relatori

Nell’etica e nella teologia, le diverse confessioni coltivano e condividono risorse preziose per il vivere comune: giustizia, perdono, armonia. Risorse che, attraverso l’essere, il fare e il sapere fare di uomini e donne, adulti e giovani, trovano spazio nella quotidiana realtà di ambiti lavorativi, culturali, sportivi, associativi. Un intreccio di pratiche e comportamenti che, spesso in silenzio e talora nella fatica delle relazioni, costruiscono orizzonti di convivenza e di inclusione. Nello sguardo alle realtà locali si colgono le dinamiche della costruzione di percorsi di pace, intesa come accoglienza, rispetto delle differenze, sperimentazioni di pluralismo che rappresentano il fondamento delle società di oggi, multiculturali nei fatti, anche quando questo elemento non viene percepito o accettato. Tuttavia a volte pare che queste esperienze siano l’eccezione e non la regola: come renderle più solide e quotidiane?

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