Archivi categoria: Eventi

Nella notte nera. Cultura e femminismo alla sfida dei social

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 16:30
  • OGR - Officine Grandi Riparazioni

Relatori

Fra il 2011 e il 2023 le persone italiane under 35 ufficialmente emigrate all’estero sono 550.000 (il dato reale è probabilmente il triplo). Un’emorragia che – oltre a costare centinaia di miliardi di PIL – avvia un circolo vizioso: il clima verso le persone giovani oscilla tra paternalismo, disinteresse e ostilità, generando condizioni sempre più espulsive. Guardare a molti prodotti culturali gen-z, allora, è spesso come aprire le finestre: rabbia e ironia, militanza e cultura si mescolano a una leggerezza pop capace di raggiungere platee trasversali per età, ceto, fede politica. E, incredibilmente, di guardare al futuro.

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Il destino dei trattati di pace

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 16:00
  • Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo

Relatori

La valutazione del “successo†o meno degli accordi di pace, volti a porre fine alle guerre e ai conflitti armati prolungati, non è possibile senza una comprensione del contesto – storico, politico, culturale e normativo – nel quale sono stati negoziati, conclusi e attuati. Il contesto è fondamentale, ma il destino degli accordi di pace dipende anche dal contenuto dei singoli accordi e dalle modalità di attuazione. I dati storici dimostrano che accordi di pace mal concepiti e non adeguatamente sostenuti possono consolidare i modelli di conflitto precedenti alla guerra, esacerbare la competizione nelle élite e accentuare le rimostranze socio-economiche e politiche. Al contrario, gli accordi progettati correttamente, dotati di risorse adeguate e sostenuti da un sostegno politico costruttivo da parte dei partiti, degli attori regionali e internazionali, possono rinsaldare le forze e le dinamiche politiche che favoriscono la stabilità a lungo termine e la trasformazione della società verso una pace duratura e autosufficiente.

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Le big tech e la guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 14:30
  • Polo del '900

Relatori

La promessa di Internet era quella di diffondere in modo orizzontale opportunità economiche e prosperità, riducendo il rischio di nuovi conflitti. La realtà odierna è molto diversa: concentrazione di potere economico-tecnologico senza precedenti, montanti disuguaglianze e il timore di un conflitto globale che va concretizzandosi. All’origine di tutto questo vi è un nuovo complesso militare-digitale che vede convergere le strategie di dominio economico delle grandi piattaforme (statunitensi e cinesi) e le ambizioni egemoniche dei rispettivi Stati. Questa saldatura erode la democrazia e alimenta pulsioni autodistruttive. Per invertire la tendenza è necessario restituire una dimensione pubblica alla tecnologia, orientandola verso bisogni collettivi (salute, tutela dell’ambiente) e arrestando il parallelo processo di mercificazione e militarizzazione dell’esistente.

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Capitalismi e guerra

Lectio - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 12:00
  • Accademia delle Scienze

Relatori

Siamo abituati a concepire la guerra come un elemento imprescindibile del rapporto tra gli Stati, il fondamento stesso dell’idea stessa di sovranità. Eppure, la guerra è sempre stata protagonista anche del capitalismo, che ha fornito ai belligeranti le risorse finanziarie e le armi necessarie a combatterle, ma ha anche saputo gestirla in proprio – basti pensare alle compagnie commerciali privilegiate. Oggi, il mercato sembra prendere il sopravvento e le “nuove guerre†vedono coinvolti, oltre agli eserciti, un numero crescente di attori non statali: mercenari, guerriglieri, terroristi e mafiosi.

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Catullo contro. Società, cultura, gen-z

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 11:30
  • OGR - Officine Grandi Riparazioni

Relatori

In Italia Tiktok è spesso descritto come un social di «balletti», adatto alla frivolezza incolta delle generazioni più giovani. È un paradosso, per uno spazio ricchissimo di contenuti profondi. Ma è anche emblematico: in un Paese che invecchia, e che sempre più è governato da logiche gerontocratiche, chi ha meno di trent’anni (figuriamoci meno di venti) si ritrova delegittimato in partenza. Il che non danneggia solo le persone più giovani: a privarsi delle infinite risorse dei ventenni (cultura, intelligenza, sguardo critico) è la società nel suo insieme. Parlare ai giovani, parlare da giovani: un doppio imperativo per un paese da tempo in stasi.

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Quale futuro per il diritto internazionale?

Dialoghi - Edizione 2025

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  • 29/03/2025, ore 11:30
  • Circolo dei Lettori Sala Grande

Relatori

Quando la Corte Penale Internazionale ha spiccato un ordine di arresto nei confronti di Netanyahu e Gallant e di due leader di Hamas, molti hanno pensato che la giustizia internazionale avesse finalmente battuto un colpo, smentendo l’accusa di “doppio standard†che le era stata spesso rivolta. Quel pronunciamento non ha tuttavia sortito alcun effetto. E l’intero sistema dell’ONU è oggi contestato da regimi – gli USA in testa – che non accettano di sottomettersi alle sue regole. Il diritto internazionale ha un futuro? O l’idea di assoggettare i potenti al diritto è un’utopia da anime belle?

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