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Il futuro dell’informazione

Dibattiti - Edizione 2013

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  • 11/04/2013, ore 21:00
  • Teatro Carignano

Relatori

I giornalisti, oggi, devono fare i conti con una presenza sempre più prepotente di internet, le cui potenzialità possono sortire esiti positivi e negativi. È vero che il loro ruolo di intermediazione si è esaurito con la nascita della Rete, filo diretto fra i cittadini e la classe dirigente? Oppure il giornalismo è ancora necessario per sostenere il dibattito con il potere politico ed economico? E ancora: cosa comporterà il passaggio dal giornalismo della carta stampata a quello online?

Tematiche

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Sequenze

  1. 00:01:16 - Paolo Mieli
    In Italia i giornalisti sono percepiti come assimilati alla classe politica

    Tematiche: classe politica, informazione, potere

  2. 00:05:01 - Lucia Annunziata
    In Italia non c’è separazione fra giornalismo e politica come nei paesi anglosassoni

    Tematiche: informazione, potere

  3. 00:11:07 - Lucia Annunziata
    I giornalisti ci mettono la faccia: riferimento alla lite verbale con Angelino Alfano durante la puntata del 18 marzo 2013 del programma “In mezz’ora”, condotto da Lucia Annunziata

    Tematiche: informazione, potere

  4. 00:12:48 - Paolo Mieli
    Paolo Mieli ringrazia Lucia Annunziata e chiede a Mario Calabresi di raccontare la sua esperienza del giornalismo anglosassone, vissuta quando era corrispondente negli Stati Uniti

    Tematiche: informazione, potere

  5. 00:14:31 - Mario Calabresi
    I giornalisti devono rimettersi in discussione e riprendersi quel ruolo di intermediari fra la politica e i cittadini, in qualche modo venuto a mancare a causa della presenza della Rete

    Tematiche: informazione, internet, potere

  6. 00:23:18 - Paolo Mieli
    I cittadini hanno bisogno dei giornalisti per sostenere il confronto con il potere politico ed economico

    Tematiche: informazione, internet, potere

  7. 00:28:12 - Lucia Annunziata
    Stiamo assistendo alla crisi delle istituzioni e al tentativo di delegittimare i giornalisti e i magistrati. La narrativa pubblica si è bloccata

    Tematiche: crisi, informazione, istituzioni, potere

  8. 00:32:57 - Lucia Annunziata
    Internet è un sistema complesso, tutto da esplorare

    Tematiche: informazione, internet

  9. 00:39:55 - Paolo Mieli

    Tematiche: informazione, internet

  10. 00:41:34 - Mario Calabresi
    Il giornalismo non è legato alla piattaforma ma al contenuto: se si è credibili sulla carta stampata lo si è anche sul web

    Tematiche: informazione, internet

  11. 00:50:19 - Paolo Mieli
    Perché il giornalismo su carta dovrebbe resistere?

    Tematiche: informazione, internet

  12. 00:54:25 - Lucia Annunziata
    La carta stampata a lungo termine non reggerà, né dal punto di vista economico né dal punto di vista tecnologico

    Tematiche: economia, informazione, internet

  13. 01:03:25 - Lucia Annunziata
    La carta stampata ci permette di avere il tempo per approfondire ed elaborare la notizia

    Tematiche: informazione, internet

  14. 01:04:39 - Lucia Annunziata
    Ci siamo resi conto della staticità dei giornali durante le elezioni

    Tematiche: informazione, internet

  15. 01:07:09 - Lucia Annunziata
    Internet è il risultato di tutti i media precedenti

    Tematiche: informazione, internet

  16. 01:08:01 - Mario Calabresi, Paolo Mieli
    Perché il mondo di internet non ha prodotto delle firme nel giornalismo?

    Tematiche: informazione, internet

  17. 01:09:29 - Mario Calabresi
    Negli Stati Uniti le grandi firme del giornalismo sul web ci sono già, in Italia le avremo fra tre - quattro anni

    Tematiche: informazione, internet

  18. 01:11:09 - Mario Calabresi
    Anche se il giornalismo si sposterà sul web, avremo sempre degli spazi per l’approfondimento

    Tematiche: informazione, internet

  19. 01:16:19 - Mario Calabresi
    Il tempo e l’approfondimento valgono molto: il caso della notizia della presunta liberazione di Rossella Urru

    Tematiche: informazione, internet

  20. 01:22:14 - Paolo Mieli
    Paolo Mieli saluta e dà appuntamento alla prossima Biennale Democrazia

    Tematiche: -

  21. chiudi

Utopie che nascono dalla terra

Dialoghi - Edizione 2013

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  • 12/04/2013, ore 18:00
  • Teatro Carignano

Relatori

L’acquisizione su larga scala dei terreni agricoli nei paesi in via di sviluppo da parte di investitori esteri viene paragonata da alcuni a una forma di neo-colonialismo. Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e Stefano Liberti, giornalista esperto di geopolitica africana, discutono sulle criticità del land grabbing, in un dibattito moderato da Mario Calabresi.

Tematiche

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Sequenze

  1. 00:00:10 - Mario Calabresi
    Mario Calabresi presenta gli ospiti e il tema dell’incontro. Chiede poi a Stefano Liberti di approfondire il tema del land grabbing

    Tematiche: beni comuni

  2. 00:02:35 - Stefano Liberti
    In diversi Paesi africani, come l'Etiopia, le terre "buone" vengono utilizzate per le colture destinate all'esportazione; di conseguenza le popolazioni locali, per sopravvivere, hanno bisogno degli aiuti alimentari provenienti dall'estero

    Tematiche: beni comuni, risorse, sviluppo

  3. 00:05:13 - Stefano Liberti
    In Africa la terra è proprietà del governo: le persone che vivono su e di queste terre vengono allontanate o diventano braccianti agricoli per le ditte investitrici

    Tematiche: beni comuni, risorse

  4. 00:06:14 - Stefano Liberti
    Pur di attrarre investimenti internazionali i governi dei paesi africani sono disposti a cedere i terreni a canoni d'affitto bassissimi

    Tematiche: beni comuni, economia, risorse

  5. 00:10:14 - Stefano Liberti
    Gli investimenti internazionali vogliono produrre un modello di sviluppo e un modello culturale completamente in contraddizione con quello prevalente, rischiando di mettere a repentaglio equilibri agricoli e sociali di buona parte del sud del mondo

    Tematiche: beni comuni, economia, risorse, sviluppo

  6. 00:12:10 - Mario Calabresi
    Mario Calabresi chiede a Carlo Pertini di intervenire

    Tematiche: -

  7. 00:12:45 - Carlo Petrini
    Il land grabbing è una violenza enorme, una forma di neo-colonialismo: il continente africano è da sempre soggetto alla prepotenza da parte del mondo ricco

    Tematiche: economia, sviluppo

  8. 00:16:01 - Carlo Petrini
    Anche l’Italia è partecipe di questo sfruttamento: è una forma di pirateria e di inciviltà, che deve finire

    Tematiche: economia, sviluppo

  9. 00:18:04 - Carlo Petrini

    Tematiche: economia, lavoro

  10. 00:19:09 - Carlo Petrini
    La prima utopia: il nostro Paese deve smettere di depredare il territorio africano

    Tematiche: utopia

  11. 00:19:57 - Carlo Petrini
    Papa Francesco ha detto che la corruzione puzza

    Tematiche: -

  12. 00:20:16 - Carlo Petrini
    Secondo la Fao l'emergenza fame in Africa finirà grazie all'economia agricola di piccola scala, che però ha bisogno di essere sostenuta, non depredata

    Tematiche: economia, lavoro, sviluppo

  13. 00:21:35 - Carlo Petrini
    La democrazia non si misura solo all’interno del nostro Paese. Bisogna ascoltare e aiutare le popolazioni del continente africano

    Tematiche: democrazia

  14. 00:22:40 - Carlo Petrini
    Gli attivisti di Slow Food hanno lanciato dei segnali concreti costruendo mille orti in Africa e sostenendo la biodiversità dei suoi territori

    Tematiche: ambiente, sviluppo

  15. 00:24:56 - Carlo Petrini, Mario Calabresi
    Il dumping generato dalle politiche agricole dell’Unione Europea va fermato

    Tematiche: economia, sviluppo

  16. 00:28:04 - Carlo Petrini
    I proprietari di frutta del saluzzese non devono più sfruttare i braccianti

    Tematiche: diritti

  17. 00:28:55 - Mario Calabresi
    I veri protagonisti dello sfruttamento delle terre sono Paesi come la Cina, l'India e i Paesi del Golfo, non l'Italia. È fondamentale che chi investe in Africa crei lavoro lì. Mario Calabresi dà la parola a Stefano Liberti

    Tematiche: economia, lavoro, sviluppo

  18. 00:32:54 - Stefano Liberti
    La Cina manda in Africa i propri operai e sfrutta gli africani per mansioni più basse

    Tematiche: economia, lavoro

  19. 00:33:46 - Stefano Liberti
    Gli Stati che investono in Africa sono quelli che non riescono a produrre localmente

    Tematiche: economia

  20. 00:36:00 - Stefano Liberti
    Gran parte degli investimenti provengono dai fondi pensione

    Tematiche: economia

  21. 00:37:50 - Stefano Liberti
    Fattori nuovi rispetto al colonialismo del passato: velocità del fenomeno del land grabbing, importanza del denaro investito e pluralità degli investitori coinvolti

    Tematiche: economia

  22. 00:39:17 - Stefano Liberti
    È grazie al lavoro di alcune organizzazioni contadine che si parla sempre di più, anche attraverso i media, del land grabbing

    Tematiche: informazione

  23. 00:42:05 - Carlo Petrini
    Il problema dell’assenza di acqua in Africa colpirà presto tutto il pianeta e scatenerà delle guerre

    Tematiche: beni comuni, guerra

  24. 00:45:00 - Carlo Petrini
    Bisogna ascoltare le voci delle comunità, che vogliono creare una loro agricoltura, differenziata, che dia innanzitutto loro il diritto ad alimentarsi

    Tematiche: diritti

  25. 00:45:55 - Carlo Petrini
    Non ci può essere democrazia senza i diritti primari come quello al cibo

    Tematiche: democrazia, diritti

  26. 00:50:11 - Mario Calabresi, Stefano Liberti
    Perché nell'Africa sub-sahariana non esistono movimenti di ribellione?

    Tematiche: movimenti

  27. 00:54:28 - Mario Calabresi
    Il cibo ha un valore e delle tradizioni. Come sono sentite in Africa? Mario Calabresi ricorda un viaggio in Sila con i genitori

    Tematiche: -

  28. 00:56:55 - Carlo Petrini
    Bisogna dare valore al cibo tradizionale, aiutando così l'economia e l'agricoltura locali. Carlo Petrini conclude invitando il presidente Eni a parlare in un dibattito pubblico del disastro perpetrato nel delta del Niger con lo sversamento del petrolio, anche da parte dell'Eni

    Tematiche: ambiente, risorse

  29. 01:02:07 - Mario Calabresi
    Mario Calabresi ringrazia e conclude presentando il libro di Stefano Liberti, Land grabbing, e la nuova rivista di Slow Food

    Tematiche: democrazia

  30. chiudi

Il sogno di una lingua per tutti

Dialoghi - Edizione 2013

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  • 12/04/2013, ore 10:30
  • Teatro Carignano

Relatori

Molte università, soprattutto quelle scientifiche, come il Politecnico di Milano, hanno scelto l’inglese come lingua esclusiva di insegnamento. Una decisione strategica, dettata dall’esigenza di trovare un lavoro subito dopo la laurea? Oppure un errore che segnerà la fine dell’italiano come lingua di cultura? Ne discutono Gian Luigi Beccaria, storico della lingua e saggista, e il giornalista Beppe Severgnini.

Tematiche

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Sequenze

  1. 00:01:05 - Vera Schiavazzi
    Vera Schiavazzi presenta Gian Luigi Beccaria e Beppe Severgnini. Poi introduce il tema e dà la parola a Gian Luigi Beccaria

    Tematiche: linguaggio

  2. 00:02:45 - Gian Luigi Beccaria
    Abbiamo sempre avuto bisogno di una lingua universale: prima era il latino, oggi l’inglese

    Tematiche: linguaggio, utopia

  3. 00:07:21 - Gian Luigi Beccaria
    Nessuno avrebbe mai immaginato che l’inglese sarebbe diventata la lingua universale

    Tematiche: linguaggio, utopia

  4. 00:08:26 - Gian Luigi Beccaria
    In altri paesi europei l’inglese si impara prima e meglio che in Italia

    Tematiche: europa

  5. 00:08:54 - Gian Luigi Beccaria
    Oggi chi non conosce l’inglese viene tagliato fuori

    Tematiche: linguaggio

  6. 00:12:07 - Gian Luigi Beccaria
    A volte utilizzare inglese e italiano insieme e in modo superficiale rischia di renderci ridicoli

    Tematiche: linguaggio

  7. 00:14:11 - Gian Luigi Beccaria
    Alcune università, come il Politecnico di Milano, hanno deciso di usare l'inglese come lingua esclusiva

    Tematiche: educazione, linguaggio

  8. 00:14:44 - Gian Luigi Beccaria
    Usare l’inglese nelle università come lingua esclusiva significa vedere la scuola in una logica aziendalistica: vengono più studenti stranieri e quelli italiani sono preparati per andare a lavorare all’estero

    Tematiche: educazione, lavoro, linguaggio

  9. 00:18:42 - Gian Luigi Beccaria
    Il linguista non concepisce mai la lingua solo come un mezzo

    Tematiche: cultura, educazione

  10. 00:19:23 - Gian Luigi Beccaria
    L’università pubblica non deve ridursi a soggetto privato che vende lauree competitive al maggior numero di clienti possibile

    Tematiche: educazione, linguaggio

  11. 00:20:59 - Gian Luigi Beccaria
    Quanto può essere coinvolgente una lezione in inglese di un docente italiano?

    Tematiche: educazione, linguaggio

  12. 00:23:28 - Gian Luigi Beccaria
    Scegliere l'inglese come lingua esclusiva priva gli studenti dei modelli discorsivi e degli stili argomentativi dell'italiano

    Tematiche: cultura, educazione, linguaggio

  13. 00:25:28 - Beppe Severgnini
    Beppe Severgnini legge una lettera scritta da Italo Svevo alla moglie nel 1901, mentre si trovava a Chatam per lavorare nell’industria del suocero. Grazie al soggiorno all’estero Svevo scopre l’importanza della conoscenza dell’inglese

    Tematiche: educazione, linguaggio

  14. 00:29:57 - Beppe Severgnini
    È giusto che il Politecnico abbia scelto l’inglese come lingua esclusiva: vengono attirati più studenti esteri e dopo la laurea gli ingegneri trovano subito lavoro perché il loro mestiere richiede la conoscenza dell’inglese

    Tematiche: educazione, linguaggio

  15. 00:32:22 - Beppe Severgnini
    Molti docenti del Politecnico si sono opposti all’utilizzo esclusivo dell’inglese

    Tematiche: educazione, linguaggio

  16. 00:34:18 - Beppe Severgnini
    Italiano e inglese non sono un'alternativa. L'inglese è una ricchezza in più

    Tematiche: educazione, linguaggio

  17. 00:34:32 - Beppe Severgnini
    Parlare anche l’inglese non impedisce di conoscere bene anche l’italiano

    Tematiche: educazione, linguaggio

  18. 00:36:38 - Beppe Severgnini
    Beppe Severgnini commenta l’intervento di Gian Luigi Beccaria sulla “logica aziendalistica” delle università dove si insegna solo in inglese

    Tematiche: educazione, lavoro, linguaggio

  19. 00:37:51 - Beppe Severgnini
    Dobbiamo saper preparare i nostri ragazzi se vogliamo che il nostro paese non sia tagliato fuori

    Tematiche: educazione, linguaggio

  20. 00:39:56 - Beppe Severgnini
    L’inglese è per gli italiani il passaporto per il mondo

    Tematiche: educazione, linguaggio

  21. 00:46:27 - Vera Schiavazzi
    Vera Schiavazzi dà la parola a Gian Luigi Beccaria

    Tematiche: educazione, linguaggio

  22. 00:46:41 - Gian Luigi Beccaria
    Parlare esclusivamente in inglese è il primo passo per accelerare la fine della nostra lingua come lingua di cultura

    Tematiche: cultura, educazione, linguaggio

  23. 00:50:49 - Vera Schiavazzi
    Vera Schiavazzi cede la parola a Beppe Severgnini

    Tematiche: educazione, linguaggio

  24. 00:51:35 - Beppe Severgnini
    La diffusione di una lingua dipende dal successo del paese in in una determinata materia, come l'economia o la gastronomia

    Tematiche: educazione, linguaggio

  25. 00:54:56 - Beppe Severgnini
    Beppe Severgnini si rivolge in inglese ai ragazzi presenti, per dimostrare che i più giovani riescono a capirlo

    Tematiche: educazione, linguaggio

  26. 00:57:43 - Gian Luigi Beccaria
    La maggior parte dei laureati in facoltà scientifiche o tecnologiche eserciterà la propria professione in Italia e dovrà dunque servirsi dell'italiano professionale

    Tematiche: lavoro, linguaggio

  27. 00:59:20 - Vera Schiavazzi
    Vera Schiavazzi dà il via alle domande del pubblico

    Tematiche: -

  28. 00:59:36 -
    Intervento dal pubblico: ex studentessa di Lettere sostiene la tesi di Severgnini

    Tematiche: lavoro, linguaggio

  29. 01:01:24 -
    Intervento dal pubblico: la tesi di Beccaria e quella di Severgnini non sono in totale contraddizione

    Tematiche: cultura, lavoro, linguaggio

  30. 01:03:12 -
    Intervento dal pubblico: spesso, soprattutto in politica, parole inglesi si utilizzano fuori contesto, inserendole in frasi italiane

    Tematiche: linguaggio

  31. 01:04:55 - Beppe Severgnini
    Beppe Severgnini commenta l’intervento precedente

    Tematiche: linguaggio

  32. 01:07:20 - Beppe Severgnini
    Beppe Severgnini racconta un aneddoto di quando lavorava all’Economist

    Tematiche: educazione, lavoro, linguaggio

  33. 01:09:19 - Gian Luigi Beccaria
    Beccaria non mette in dubbio l'importanza dell'insegnamento dell'inglese, ma sostiene che gli italiani debbano utilizzare la propria lingua durante il lavoro

    Tematiche: educazione, linguaggio, utopia

  34. 01:12:20 - Vera Schiavazzi
    Ringraziamenti e saluti

    Tematiche: -

  35. chiudi

Dar nella “brocca”: mirar alto per esser realisti

Discorsi della Biennale - Edizione 2013

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  • 12/04/2013, ore 16:00
  • Teatro Carignano

Relatori

L’utopia è realizzabile? Se così non è, dobbiamo smettere di credere in essa? Attraverso le opere di scrittori, filosofi e poeti – Tommaso Moro, Erasmo da Rotterdam, Niccolò Machiavelli, Wislawa Szymborska , Raymond Carver, Paul Celan, Mireille Delmas-Marty – Carlo Ossola delinea concezioni diverse di utopia, interrogandosi sulla loro attualità.

Tematiche

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Sequenze

  1. 00:00:08 - Cesare Martinetti
    Cesare Martinetti saluta e introduce Carlo Ossola

    Tematiche: -

  2. 00:00:35 - Carlo Ossola
    Il concetto di utopia da Tommaso Moro ai letterati del Novecento

    Tematiche: utopia

  3. 00:06:45 - Carlo Ossola
    Come rimediare alle insufficienze della società? Ossola cita Machiavelli e Calvino

    Tematiche: letteratura, società

  4. 00:12:38 - Carlo Ossola
    La riflessione di Calvino sulla società supplettiva

    Tematiche: letteratura, società

  5. 00:17:55 - Carlo Ossola
    L’utopia va pensata come riserva di senso, come lo spazio pubblico dove c’è una forte centralità della ragione e dove si fa giustizia

    Tematiche: utopia

  6. 00:18:43 - Carlo Ossola
    “Il principio speranza” di Ernst Bloch è basato sulla materia della possibilità

    Tematiche: filosofia, letteratura

  7. 00:20:51 - Carlo Ossola
    Oggi abbiamo difficoltà a comprendere il concetto di utopia

    Tematiche: utopia

  8. 00:21:43 - Carlo Ossola
    L’utopia come perfezione intesa

    Tematiche: utopia

  9. 00:22:28 - Carlo Ossola
    L’utopia ci aiuta ad anticipare quello che vorremmo che la società fosse o debba essere

    Tematiche: utopia

  10. 00:22:48 - Carlo Ossola
    Secondo Mario Luzi, l’utopia è l’eveniente, quello che sta venendo da e verso di noi

    Tematiche: utopia

  11. 00:25:04 - Carlo Ossola
    Ciascuno di noi ha il diritto di immaginare mondi che mai potrà vivere; l’immaginazione aiuta a migliorare ciò che vediamo dentro di noi e intorno a noi

    Tematiche: utopia

  12. 00:25:43 - Carlo Ossola
    “L’uomo è più grande dell’uomo”, il senso di utopia per Erasmo da Rotterdam

    Tematiche: filosofia

  13. 00:26:02 - Carlo Ossola
    Come scrive la poetessa polacca Wislawa Szymborska nella sua poesia "Utopia" - di cui Carlo Ossola legge alcuni versi – l'utopia non va pensata come un modello costrittivo

    Tematiche: utopia

  14. 00:27:08 - Carlo Ossola
    L'utopia dovrebbe aiutare a moltiplicare gli spazi di cittadinanza

    Tematiche: cittadinanza, utopia

  15. 00:27:31 - Carlo Ossola
    Dobbiamo rispondere alla crisi di oggi non con la coscienza della crisi ma con la coscienza dei valori

    Tematiche: crisi, morale

  16. 00:27:51 - Carlo Ossola
    Carlo Ossola legge il passo del racconto "La cattedrale" di Raymond Carver nel quale il cieco disegna una cattedrale: l'utopia è un progetto che dobbiamo avere anche quando non abbiamo gli strumenti per realizzarlo

    Tematiche: utopia

  17. 00:34:50 - Carlo Ossola
    Carlo Ossola legge alcuni versi della poesia di Paul Celan, "Anabasis"

    Tematiche: letteratura

  18. 00:37:12 - Carlo Ossola
    Non è vero che l'utopia è il non-luogo. È il luogo non riconosciuto, negato da noi stessi

    Tematiche: utopia

  19. 00:38:39 - Carlo Ossola
    Carlo Ossola condivide il concetto di utopia sostenuto da Mireille Delmas-Marty: l'utopia è bisogno critico, non possiamo liberarcene

    Tematiche: utopia

  20. 00:40:14 - Carlo Ossola
    Paul Ricoeur, in "L'idéologie et l'utopie", scrive che possiamo immaginare una società senza ideologie, ma non senza utopia, perché sarebbe una società senza progetto. I grandi architetti sono rimasti i soli a coltivare l'idea di progetto

    Tematiche: utopia

  21. 00:41:42 - Carlo Ossola
    Bisogna affiancare al bisogno critico di utopia un vissuto condiviso

    Tematiche: utopia

  22. 00:42:34 - Carlo Ossola
    Dobbiamo ripopolare di utopia la nostra coscienza

    Tematiche: utopia

  23. 00:42:58 - Carlo Ossola
    Carlo Ossola legge alcuni passi dell'apologo "La giornata d'uno scrutatore", di Italo Calvino

    Tematiche: letteratura

  24. 00:46:13 - Carlo Ossola
    Carlo Ossola cerca di capire a quale testo facesse riferimento la parola città con la c maiuscola nell'apologo "La giornata d'uno scrutatore": la lettera ricevuta da Giulio Ungarelli, con riferimento a Sant'Agostino e una lettera a Primo Levi

    Tematiche: letteratura, utopia

  25. 00:50:38 - Carlo Ossola
    La c maiuscola di città si ritrova in "Le confessioni" di Sant'Agostino: è la città dell'imperfezione condivisa ma del lavoro modesto

    Tematiche: letteratura, utopia

  26. 00:54:12 - Cesare Martinetti
    Sia Carlo Ossola che Marc Augé concordano sul fatto che alcuni obiettivi utopici siano raggiungibili, come l'educazione per tutti

    Tematiche: educazione, utopia

  27. 00:55:44 - Cesare Martinetti
    Martinetti legge la poesia "Utopia" di Wislawa Szymborska e chiede a Carlo Ossola se l'utopia sia un posto da cui si scappa

    Tematiche: utopia

  28. 00:57:41 - Carlo Ossola
    Carlo Ossola sostiene che l'utopia sia un progetto realizzabile. L'utopia per Charles Fourier, Grigorij Brashkov, Zygmunt Bauman

    Tematiche: utopia

  29. 01:02:48 - Cesare Martinetti
    Ringraziamenti e saluti

    Tematiche: -

  30. chiudi

Ambiente, Costituzione, Democrazia

Dialoghi - Edizione 2013

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  • 14/04/2013, ore 11:00
  • Teatro Carignano

Relatori

La tutela del patrimonio artistico e paesaggistico non è una questione minore”, ma uno degli impegni più solenni che si assume il potere pubblico, come prescrive un principio fondamentale della Costituzione italiana. Una riflessione a due voci sulla centralità che il tema della difesa e valorizzazione dell’ambiente e dell’arte, contro speculazione e interessi privati, possiede per la qualità della democrazia del nostro Paese. A difesa del valore della cultura, irrinunciabile in una società che si vuole libera e democratica.

Tematiche

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Sequenze

  1. 00:00:36 - Gustavo Zagrebelsky
    Introduzione e presentazione di Settis: da "semplice" studioso a militante della cultura

    Tematiche: arte, cultura

  2. 00:11:48 - Salvatore Settis
    Nascita dell'interesse per la cultura e idea di cultura: tessitura di eventi, fatti e parole

    Tematiche: cultura

  3. 00:19:58 - Salvatore Settis
    Motivo dell'impegno civile: attacco politico al patrimonio culturale italiano

    Tematiche: arte, costituzione, cultura

  4. 00:30:35 - Gustavo Zagrebelsky
    Zagrebelsky pone alcune questioni: insidie alla cultura, ruolo delle amministrazioni locali e dello stato nella tutela della cultura, protagonismo delle associazioni nella difesa dell'ambiente

    Tematiche: arte, cultura, partecipazione

  5. 00:35:23 - Gustavo Zagrebelsky
    Cenni sull'articolo 9 della Costituzione: legame tra i diritti delle diverse generazioni

    Tematiche: costituzione, democrazia, diritti

  6. 00:37:55 - Gustavo Zagrebelsky
    Zagrebelsky pone una domanda: cultura come pilastro della vita sociale, insieme a politica ed economia. Quali sono le inside alla cultura?

    Tematiche: cultura, democrazia, diritti

  7. 00:40:21 - Salvatore Settis
    Ciò che lega il patrimonio italiano è il tempo e il territorio

    Tematiche: arte, beni comuni, diritti

  8. 00:44:34 - Salvatore Settis
    L'insidia principale: il conflitto fra interesse generale e interesse del singolo

    Tematiche: arte, cultura

  9. 00:50:19 - Salvatore Settis
    Qual è il soggetto migliore della tutela del patrimonio: stato o regioni?

    Tematiche: istituzioni

  10. 00:56:05 - Salvatore Settis
    Il ruolo delle associazioni civiche per la tutela di patrimonio e paesaggio

    Tematiche: partecipazione

  11. 00:58:09 - Salvatore Settis
    Articolo 9 della Costituzione: origine e significato

    Tematiche: costituzione, cultura, diritti, scienza, scuola

  12. 01:05:50 - Salvatore Settis
    Rapporto fra diritto alla cultura e altri diritti

    Tematiche: cittadinanza, cultura, democrazia

  13. 01:07:00 - Gustavo Zagrebelsky
    Ambivalenza della partecipazione sul piano locale: pressioni negative e opportunità positive

    Tematiche: economia, partecipazione

  14. 01:10:35 - Gustavo Zagrebelsky
    Il patrimonio e il turismo culturale

    Tematiche: cultura, economia

  15. 01:15:09 - Salvatore Settis
    Il ruolo della scuola nello sviluppo culturale e sociale

    Tematiche: arte, cultura, scuola, sviluppo

  16. 01:17:36 - Salvatore Settis
    Tutela e valorizzazione dei beni culturali: distinzione inopportuna

    Tematiche: economia, partecipazione

  17. 01:20:23 - Salvatore Settis
    L'importanza dell'azione popolare: forme di "democrazia negativa" da affiancare alla democrazia rappresentativa

    Tematiche: cittadinanza, democrazia, partecipazione

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